lunedì, 28 luglio 2008
Fanfiction: pensavo fosse un gioco...
... invece era una guerra. Spero di aver scelto la categoria giusta per questa mia riflessione che, per quanto fine a se stessa, mi auguro offra a chi legge qualche spunto per discutere.
Parto da un fatto che riguarda solo me e una personcina non prorio educata che è passata per il mio archivio, ora protetto, ad insultare. Al di là delle offese gratuite alla mia intelligenza e alla mia vita sessuale, il commento, ora cancellato e amen, era basato sulla contrapposizione noi-voi. Ebbene si, l'anonimo mi accusava, in aggiunta, di leggere i loro blog per riferire ai nostri. Colgo solo io il ridicolo?
Lì per lì ho pensato ad un troll annoiato che non aveva nulla di meglio da fare. In seguito un cortocircuito mi ha ridotta al silenzio per un po', così ho ossevato. Ho notato che, in 9 discussioni su 10, si formavano due gruppi contrapposti che si accusavano l'un l'altro di essere la causa della rovina delle fanfiction. Ad intristire ancora di più la situazione è il fatto che dopo un po' basti leggere un nick ed evitarsi il commento. Mi spiego: se Koko e Bebe sul forum Cicci erano d'accordo tra loro contro Meme e Yuyu e se sul blog Jojo inizia una discussione tra Koko e Meme allora, subito, arriverranno Bebe ad aiutare Koko e Yuyu a sostegno di Meme. Fortuna che ci sono le eccezioni.
Fatto ancora più preoccupante, e che prova l'esistenza delle fazioni (o campanilismi), è l'identificare una persona col blog/forum a cui partecipa. Cari amministratori sappiate che siete responsabili di ciò che dicono i vostri utenti in altri spazi. Voi utenti invece muovetevi ad uniformare il vostro pensiero a quello dei vosti admin, siete solo loro emanazioni nel web.
La guerra è aperta, scegliete con chi stare.
(chiedo scusa pereventuali errori ma sto usando la tastiera su schermo çç )
posted by lirin85 alle 16:03 in 03 strano ma vero
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sabato, 04 marzo 2006
Quando cadono gli asini
Quando l’impronta dei miei zoccoli divenne l’eco indistinta di una lontananza ch’era già nostalgia, cercai negli occhi di Sinel la risposta al dubbio che mi attanagliava. "As, non c’è più speranza per noi", ragliò invece con un debole singhiozzo. "Una forma di vita non intelligente non aprirà mai negoziati". Pensai fosse catastrofica, affrettata ed inconcludente come sempre – tutta colpa di quel suo bisavolo equino, mi dissi. Lo sanno tutti che i sauri sono deboli di nervi -, poi cercai nella mia memoria qualcosa che potesse guidare il mio pensiero, oltre l’aroma della biada più tenera possiate sognare su Ciux.
E capii avesse semplicemente ragione e sentimenti e sensazioni più pronti di quelli che potevo spendere sul momento. L’ottimismo non si addice agli asini quando avvizzisce il fieno, diceva un bardotto di stanza su Io, prima che lo mangiasse una muffa cannibale che stava studiando. Quel bardotto era un vero filosofo, nei fatti: ed aveva il pessimo vizio di non guardare mai la terra sotto i suoi zoccoli.
Io sono un sognatore ed un poeta, comandante Platero: e davvero mi domando quale oscena colpa possa avermi precipitato in una disgrazia tanto profonda a fronte delle vostre austere froge. Poiché solo un crimine feroce – come urinare sull’erba medica del tempio del Figlio di Nostro Signore, Pegaso - potrebbe giustificare l’iniqua punizione cui sono stato sottoposto. Io sono uno scienziato, comandante Platero. Io ho scoperto la cura per la rogna caudale e lo zoccolo valgo. Io ho isolato il virus della diarrea dei muli e la spora della gengivite equina! Non sono un esploratore, eppure mi avete mandato qui, in un sistema solare lontano anni luce da Ciux e dalla sua pacifica ed operosa civiltà.
Voi sapete, comandante Platero, quanto io sia scrupoloso e sensibile e presti attenzione ad ogni manifestazione d’intelligenza. Voi sapete con quanto affetto nutra persino il mio scarabeo stercorario. Non c’è pallida manifestazione di sensibilità ed ingegno che non incontri il mio interesse.
Ma qui non ve ne sono.
La chiamano "Terra" e davvero terroso, friabile e sterile è il contenuto dei crani dei pallidi esseri bipedi che popolano questo sventurato pianeta. Come potevate credere vi fossero persino partorite attività intellettive diverse dall’uso di quei loro orribili arti per l’esplorazione dell’orifizio nasale?
Mi avevate parlato di una fulgida ed ecumenica attività letteraria.
Mi avevate parlato di poeti e narratori.
Ho rimpianto quei fastidiosi acari che infestavano la mia criniera prima che decidessi di tagliarla – spezzando il cuore di Sinel -: tale è nei fatti la levatura di cotanta scienza.
Poiché sono un asino come si conviene, comandante Platero, mi sono documentato, ho esplorato, interagito, atteso. "Aspettando Bardot", direbbe un nostro celebre autore. Nulla. Encefalogramma piatto, direbbe la mia compagna – che era un illustre medico, prima di essermi affiancata in siffatta avventura. E pensate che un selvaggio locale, tale Varenne, ha tentato di sedurla e violentarla.
Senza scendere eccessivamente nel dettaglio, comandante, ho enucleato una serie di punti che ritengo siano emblematici di quella che ha definito davanti al Congresso dei Ciuchi "Una neo-rinascenza non erbivora".
Più che neo-rinascenza, comandante Platero, parlerei di una vetero-ignoranza, perché solo negli eoni più bui della nostra evoluzione (quando ancora obbedivamo a bipedi deboli e ci piegavamo al giogo) la nostra gente ha prodotto orrori similari – sebbene un poco più degni comunque.
E sull’erba, francamente, non scommetterei i miei zoccoli: perché anche tra gli umani se ne bruca parecchia. Fuma, per essere più precisi.
Ma immagino siate già stanco delle mie doglianze: dunque espongo i fatti.
Cos’è la rinascenza di cui parlava, comandante Platero? E’presto detto:
1- esibizionismo
2- analfabetismo
3- imitazione
4- divismo
5- formalismo
6- travisamento-mistificazione-perversione
7- moda
8- siti automatici
Provo a spendere qualche parola su ciascuno di questi punti, ma sappia che è un amaro abbeveratoio.
1- ESIBIZIONISMO: è sicuramente la voce più urticante e fastidiosa, oltre ad essere un naturale precipitato della cultura dei talk-show e dei reality. Pare una volta si scrivesse sulla serie originale. Pare, però. Agli inizi del loro secolo ventunesimo venne diffusa un’opera che su Ciux chiameremmo molto emblematicamente "un raglio di deretano": Angel Sanctuary. Oggi non è più importante la serie di cui ti occupi, ma devi metterci almeno un incesto. Se ti sposi un cugino, sei un pezzente senza fantasia. Ancora meglio se te la fai con un fratello del tuo stesso sesso, perché è pure politically correct. Se proprio non vuoi metterci l'incesto, devi metterci: autolesionismo, anoressia, bulimia, omosessualità (incompresa), suicidio o tentato suicidio. Meno richiesti droga ed alcolismo, perché un po' fuori moda (anche se l'overdose ha sempre il suo perché). Come tutto questo possa ancora permettere ai calciatori che spesso solcano le pagine di segnare un gol, è mistero degno di Nostradamus e dell'antidoping. Ma nessuno si è ancora posto la domanda fondamentale.
2- ANALFABETISMO: se i contenuti sono vaccate, con grande rispetto per i fratelli ruminanti tutti, la forma è ancora peggio. E non mi riferisco solo a chi scrive come nei codici del nostro Medioevo (al livello del 'Sao ke kelle terre', per intenderci), perché è quello che fanno tutti per salvarsi la coscienza ("io ancora conosco la 'C', allora sono pulito"). No. Tutte le volte in cui trovo sotto gli occhi qualche loro orrido prodotto, la prima domanda che mi pongo è se queste creature conoscono l’istruzione primaria. Anche a voler prescindere dagli errori di ortografia, quello che voglio sottolineare è la povertà lessicale ESTREMA, l'assenza di un minimo di subordinate e di discorsi che non facciano pensare li abbia costruiti un montone arrivato ieri ad Asina ed all'oscuro dei caratteri equini. C'è chi conosce una sola parola per descrivere un concetto ed usa sempre quella, ignorando sinonimi e contrari. C’è chi usa A CASACCIO le parole, senza neppure porsi il problema lingua e contesto siano tutt'uno.
3- IMITAZIONE: comandante Platero, è come in quel famoso spot contraccettivo (E' MIO, E' MIO, E' MIO). C’è una curiosa disfunzione per cui se uno fa una cosa, bisogna almeno farla in quindici. Interi branchi umanoidi si danno appuntamento sullo stesso forum per scrivere pagine su pagine ORRENDE, ma commentatissime, perché nessuno MAI avrà il coraggio di negarti un 'BELLICCIMA'. Non solo. E’ come leggere sempre la stessa cosa, sia a sfogliare una fanfiction di Sailor Moon che una di Mazinger Z. Eppure a me non risultava Mazinga punisse in nome della marinara e della luna. Ma forse non conosco bene la lingua.
4- DIVISMO: molti 'vecchi' autori, da un giorno all'altro, si sono svegliati convinti di non essere Toriyama, ma Tolstoj. Ciò li ha portati a sviluppare un complicato complesso di Jehova, detto anche del 'GIUDICATORE', per cui si costituirebbero comitati di purismo linguistico necessariamente autoreferenziali. Note salienti di questa tipologia d'autore sono un solo, elaboratissimo capitolo di 700 pagine all'anno, infarcito di passi tratti da almeno 340 romanzi e con note possibilmente in tedesco della Turingia, alternato a pastiches lessicali con il Giapponese dell' Edo Meiji. Essenziale è dare alla propria opera l'idea di un'eterna incompiutezza che, si sa, è crisma dell' arte. Esattamente come è necessario impedire a tutti i costi che il lettore capisca qualcosa o indovini la fine. Pena, ovviamente, l'esclusione dalla categoria. Tipico di questo autore è avere almeno 70 beta-readers (moda dell' ultima generazione), con il compito di caricarlo ad arte quando, stremato dal durissimo ritiro che gli importa la stesura dell' opera, finalmente cliccherà invio nel tasto che lo immette nell' adorato circuito automatico di cui è signore e padrone. Ovviamente, nella vita di tutti i giorni, conta le recensioni che riceve e null'altro.
5- FORMALISMO: caratteristica della specie di cui sopra. Si esauriscono le proprie energie nel pensare a come allungare la broda per darle l'idea dello spessore, che si dimentica l' intera storia. Ciò di norma avviene dopo la prima sillaba del primo capitolo, il che darebbe una spiegazione scientifica al perché nessun GRANDE della narrativa amatoriale abbia più di un'opera conclusa.
6- PERVERSIONE (ed affini): qui sarò breve. non importa quale sia la serie su cui scrivi. Ma TUTTI i protagonisti maschili devono essere gay. Se non lo sono, lo diventeranno. AMEN.
7- MODA: si tende a scrivere sempre più sull' ultima novità editoriale. Almeno sei certo che 2000 persone ti leggeranno. Il fatto poi tu racconti del travagliato amore omosessuale di due che si lanciano le trottole, o del disperato alcolismo di uno scopettino che sfida il mondo a briscola universale, poco importa. Tanto non c'è più nessuno abbastanza strutturato per rendersi conto del ridicolo.
8- SITI AUTOMATICI: fai click, ed anche la tua ciofeca sarà on-line.
Mi scuso per la graduale pochezza assunta dalla mia esposizione, ma dovrà convenire che nessun cuore di poeta potrebbe reggere a tanto. E neppure le interiora.
La cultura logora chi la possiede in un universo di stolti, comandante Platero.
Non mi abbandoni tra gli asini a due zampe.
TUMP.
Un sordo rumore l’aveva destata, costringendola ad aprire gli occhi ancora assonnati. Aveva frustato debolmente lo spazio al proprio fianco con la lunga coda bionda, ma l’aveva trovato vuoto. "As?" "Nulla. Torna a dormire. Sono caduto dalla greppia" "Ma stai bene?" "Stavo meglio prima di fare un orribile incubo" "Oh, cosa?" "Ho sognato che ci mandavano sulla Terra" "Oh, che assurdità! Lo sanno tutti che non c’è vita intelligente da quelle parti"
Nota: questo raccontino riprende ed amplia una lunga chattata avuta con Lener in merito al tema e poi tradotta in articolo sul forum critico del suo sito.
Il richiamo ai siti automatici giunge da ultimo, ma nel mio pensiero tutto quello di cui ho parlato sinora esiste proprio in virtù di questo. Io credo la rete italiana abbia finito, come spesso accade, per confondere qualità e quantità. Avere TANTE fanfictions, non vuol dire avere BUONE fanfictions: solo un magma orrendo in cui scovare qualcosa di decente è TREMENDAMENTE difficile. E non è neppure vero che le reviews orienterebbero. Se a scrivere è una ragazzina di 13 anni, talmente incolta che pure fare la parrucchiera della mia gatta sarebbe troppo impegnativo, ma ha una classe di 35 persone che le vogliono tanto bene, questa tizia farà sapere a tutte e 35 che ha scritto un altro fondamentale capitolo della sua fic "Love forever" (ovviamente Yaoi, con descrizioni anatomiche per capire le quali servirebbe un manuale d'ingegneria civile, più che il Kamasutra). Ed avrà almeno 40 reviews (perché qualcuno si sbaglierà a premere invio e lo farà un paio di volte). Mentre, magari, Sempronia C., laureata in lettere ad indirizzo classico, autrice di una delicata one-shot "Petali d'inverno" sul tragico rapporto Kenshin-Tomoe non avrà MAI neppure uno schifo di click che le chieda 'Scusa, 'sto Kenshin è gay?' (ovviamente titoli e persone sono frutto estemporaneo della mia fantasia. Sto andando a braccio). Il fatto è che è facile prendere per i fondelli i siti automatici, ma quanti sono quelli come me a dire educatamente: 'No, grazie. Io non pubblico sugli automatici'? Temo nessuno, perché è più forte il desiderio di vedersi 30 recensioni di analfabeti che non scontrarsi con l'improvviso mutismo dei lettori seri, o passare il famoso esame di qualità.
Qualche miglioramento può senz’altro derivare dalla moderazione interna ai singoli archivi, ma perché ciò accada è necessario un impegno serio ed una grande competenza dei moderatori stessi. Dove competenza è l’oggettivo dominio della materia, non una pretesa di purismo senza futuro.
A volte sembra che mondo delle fanfictions italiano sia saturo. O meglio: l'avvento di nuovi autori sia da un lato caldeggiato, dall'altro osteggiato con una serie di atteggiamenti di marca opposta. Un nuovo autore che si presenti oggi sulla scena web, a meno di non avere alle spalle un solido appoggio - e dunque la certezza anticipata che qualcuno lo leggerà - rischia al 90% di essere snobbato, a meno che non pubblichi in un sito automatico (ed anche in quel caso non ha certezza, nella malaugurata ipotesi le sue pagine non restino abbastanza nell'anteprima, sommerse dalla quotidiana valanga). Tale eventualità diventa matematica se si concede il lusso di non pubblicare su una serie che sia in corso di pubblicazione (sia essa manga, anime trasmesso dalle maggiori emittenti o testo letterario inflazionato). Anche in questo caso, spesso e volentieri, si trova dall'altro lato della barricata le 'vecchie glorie', pronte a puntare il dito ed imporre una 'PROPRIA VERSIONE' purista (che poi, spesso e volentieri è un'interpretazione MOLTO opinabile della trama originale), scomunicando il neofita con una bella bolla censoria su un blog critico. Ora, senza contestare la sacrosanta lotta per la qualità, ma non vi pare si sia passato decisamente il segno? Un mondo come il fandom, che dovrebbe accogliere con gioia nuove entrate, è diventato il trionfo di parrocchiette, spesso e volentieri platealmente in lotta le une contro le altre, con esiti che, da osservatrice esterna, mi fanno ridere e pensare parecchio. Ridere, perché vedi discettare di stile i somari (nel senso pieno del termine). Pensare perché un simile accanimento in un mondo hobbistico mi sa tanto di surrogato esistenziale. Non c'è più spazio per 'illustri sconosciuti' perché ce n'è troppo per illustri e conosciuti sboroni del caso?
posted by satsuki alle 17:36 in 03 strano ma vero
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