mercoledì, 30 aprile 2008
Opera: Verbrennen
Serie: Tokio Hotel
Rating: R
Genere: Introspettivo, Drammatico
Warning: Twincest
Per quanto mi riguarda, è iniziato tutto un giorno verso la metà di maggio 2007.
Quel giorno, cioè, ho visto un video alla posizione numero 10 (sembra strano, ma era così) della classifica di TRL di un gruppetto di sconosciuti: Monsoon dei Tokio Hotel.
Spinta in parte da una battuta del conduttore del programma, in parte da sincero interesse per questa band, inizio a ricercare la sera stessa notizie sparse su internet.
Conosco quello che c’è da conoscere, giro a vuoto per un po’, e chiudo.
Ipoteticamente, se un paio di giorni dopo non fossi andata nella sezione ‘Personaggi celebri/cantanti’ dell’archivio EFP, forse il tutto avrebbe avuto un processo leggermente differente.
Invece in quella sezione ci sono andata e ho scoperto che, ‘Toh! Guarda! Scrivono su di loro!’
E non una persona qualunque, ma lisachan, autrice che già apprezzavo in altri fandom.
Ecco, se quel giorno io non avessi letto ‘Fieber’, non so neppure se mi sarebbe venuta la spinta e la voglia e l’entusiasmo di scrivere Verbrennen.
Verbrennen viene pubblicata il 13 giugno, sull’EFP. Ed è stato molto, molto emozionante.
Perché è stata la storia delle prime volte. Prima RPS. Prima slash in assoluto. Prima twincest.
Prima storia, semplicemente, così diversa dai miei fandom abituali e congeniali. Era, sostanzialmente, una sfida.
L’idea teorica per questa storia nasce per dare risposta ad una delle mie numerose ‘domande notturne’. Le domande notturne non sono altro che lo spunto da cui spesso – spessissimo – nascono le mie storie. Domande, perché la trama nasce e si sviluppa a partire proprio da una problematica lanciata lì quasi per caso. Notturne, perché avvengono sempre quando sono sdraiata a letto, al buio.
Come si dice, le idee migliori vengono di notte.
Ecco. La domanda notturna da cui nasce Verbrennen è stata più o meno la seguente: ‘Cosa succederebbe se sparassero a Bill?’. Già. Neppure l’ombra di una sfumatura twincest nell’imput della trama.
Questo, però, non vuol dire che l’identità della storia si sia modificata nel corso del tempo. Assolutamente. Vuol dire che la trama era già nella domanda.
I gemelli, per me, dopo aver letto traduzioni, informazioni, fanfiction (prima su tutte, appunto, Fieber), e visto foto, filmati, video, erano quello.
Verbrennen nasce come l’occasione di raccontare una storia, partendo da un punto di vista falso, appunto il ferimento di Bill. La trama, però, si sviluppa anche e soprattutto in tutt’altra direzione. È questo, infatti, solo il punto di partenza per un viaggio nel tempo alla scoperta di cosa uno sguardo o un sorriso può celare.
Dietro a Tom che soccorre il gemello insanguinato, steso sul palco, quindi, c’è molto di più.
Verbrennen è il tentativo di descrivere tutto questo. Riuscire ad andare oltre un avvenimento eclatante, arrivando a scoprire che sono le piccole cose che una persona ricorda nei momenti più bui della propria esistenza.
Verbrennen è soprattutto una storia a due voci: quella di Bill, legata ad un passato che è dentro di lui, e quella di Tom, ancorato ad un presente a cui non riesce a sfuggire, perché non può lasciare Bill da solo. Proprio questo gioco di parallelismi tra presente e passato, peraltro, inizialmente non esisteva in modo così netto. Salvo accorgermi poi, dopo aver terminato il primo capitolo, che Bill e Tom si rincorrevano. Erano quasi loro a volersi ritrovare nei gesti e nelle sensazioni. Ho deciso, allora, di tener fede all’istinto e provare a vedere dove quei due mi avrebbero portata.
Non posso mentire. Il risultato, la storia completa, mi è estremamente cara, per un mucchio di motivi differenti. È una di quelle fanfiction, peraltro, a cui non saprei dare una precisa collocazione della sua nascita. Se riesco a ritrovare, cioè, il momento esatto in cui altre storie sono nate, Verbrennen no. È nata per caso, scarabocchiata su di un quaderno e scritta tutta di fretta, il giorno dopo, perché doveva uscire.
Ciò che più mi ha aiutato nel tirare fuori il tutto, sono state due canzoni: In die Nacht e Rette mich, da un cui verso questa storia prende il titolo. Ed è proprio quest’ultima canzone ad aver donato alla storia e a quel verbo ‘Bruciare’ un doppio significato: il dolore fisico causato dal proiettile, e un sentimento più forte e profondo, legato all’essenza stessa dei due gemelli. Bruciare, cioè, per assaporare sulla propria pelle ciò che provoca l’amore: dolore e calore.
Per concludere posso dire di essere assolutamente soddisfatta di questa storia. Il livello affettivo ed emotivo che vi ho riversato credo che me la farà amare per molto, moltissimo tempo. Forse è una valutazione poco oggettiva, ma quando ripenso a ciò che scrivo non riesco mai a scindermi dalla storia. È mia e la sento tale. E penso che sia veramente uno degli aspetti migliori della scrittura: riuscire a svuotare un po' di idee che serpeggiano nella mente e riversarle su di un foglio bianco. Estremamente liberatorio.
posted by Meggie87 alle 20:21 in 04 making of
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