martedì, 29 aprile 2008

Dei demoni del fandom: ove aleggia il male?

Ho iniziato a pubblicare sul web nel 2003, su quello che era l'ormai defunto Fanfiction.it, restando come milioni d'altri, orfana di un archivio davvero notevole. Indubbio dire che, già poco prima della sua chiusura a causa del lavoro di un hacker, si erano propagate faide e lotte intestine, la più eclatante delle quali indubbiamente quella che chiedeva la proibizione delle NC-17 nell'archivio.

Il mondo della scrittura amatoriale è uno degli ambienti più stimolanti e divertenti che abbia mai trovato, salvo poi notare come pecca il lato umano di questo ambito hobbystico in Italia. Il panorama è degradante e avvilente, un pullulare di faide e lotte interne che trovo decisamente stupide e infantili. Tant'è che sono una di quelle che ha sacrificato il "lato umano" - ovvero, il far parte di una community al 100% - per evitare l'intervento in lotte che di fatto non hanno motivo di esistere. Le lamentele fioccano da tutte le parti, ma cos'è che non va nel fandom italiano? La critica? Gli archivi? Gli utenti? Cos'è che non va e che tutti vorrebbero cambiare a modo proprio?

L'analisi che voglio fare parte proprio dall'esorcizzare quei demoni che, volenti o nolenti, in moltissimi tentano di distruggere. Demoni che, a mio avviso, non sono altro che futili pretesti per trovare l'ennesimo capro espiatorio che possa essere la giustificazione del degrado generale del fandom italiano.

- I regolamenti degli archivi. Sempre più restrittivi, soprattutto per quanto concerne le fanfiction che riguardano le Real person che stanno prendendo sempre più piede anche dalle nostre parti. Perchè? Per timore di incappare in cavilli legali in genere, e di questo ha già parlato Sara in un precedente articolo. Per quanto sia ovvio che un regolamento debba essere rispettato dall'utenza (e questo vale per ogni comunità o singolo spazio web autogestito), trovo abbastanza ridicolo il limitare un genere per un unico fandom. Non credo che il twincest tra i Kaulitz differisca poi molto da quello dei Weasley né che, gli orrori che vedono Hermione circuita da un virile Piton o un Draco sottomesso (in ogni senso possibile) a un perverso Lucius siano migliori di quelle che trattano il rapporto incestuoso dei due gemellini tedeschi (su cui, per inciso, i due giocano abbondantemente). Per paradosso, è più probabile che una simile tematica sia trattata con molta sensibilità e tatto in un ambito come quello delle RPF piuttosto che in un qualsiasi altro fandom. Questo, innegabilmente, sta portando a un ampio giro di vite del fandom delle RP, demonizzato per i motivi già esposti in precedenza da Sara: mancanza di trame avvincenti, mancanza di emotività, abbondanza di Mary Sue, esseemmessese e chi più ne ha più ne metta.

Altra causa di questo giro di restrizioni, sono le cosiddette "tematiche forti".

Indubbio che la tendenza generale sia tentare di impressionare con ogni tipo possibile e immaginabile di problema (forti tematiche sessuali, violenze di ogni genere e chi più ne ha più ne metta) su ampio raggio, spessissimo trattati senza cognizione di causa. Ma da qui a sostenere che un soggetto che conosce personalmente certi problemi si possa sentire leso nella propria sensibilità da certe assurdità credo sia davvero impensabile. L'utente che fa morale a questi livelli è semplicemente ridicolo.

Discernere realtà e fantasia, questo è l'importante.

Un'importanza che i più non vedono. Proibire ad ampio raggio e a priori certe tematiche è assurdo e ridicolo. Siamo nel XXII secolo, nemmeno nel Medioevo la caccia alle streghe era tanto ridicola.

- AU e OOC, che pare vadano a braccetto e siano l'uno il sinonimo dell'altro. Vengono bistrattati gli Alternative Universe, troppo facilmente un pretesto per fare OOC giustificato. L'AU è la massima espressione di fantasia e rielaborazione che un autore può provare. A prescindere dal contesto in cui i personaggi si muovono, i caratteri spesso risultano IC anche quando il puritano moralista afferma il contrario. Ne sono la prova le bellissime AU di Sara e pure gli AU del fandom anglofono di Kenshin che Lener prontamente aveva fatto conoscere in Italia. Viene spesso additata come OOC una coppia non-canon, a prescindere dal contesto in cui si svolgono i fatti. Cito ancora Sara ad esempio, poiché ne "Il dolore perfetto" e in "Chiedi perdono" è riuscita a rendere credibilissima attraverso un attentissimo studio dei personaggi una coppia come la classica Draco/Hermione senza cadere mai nell'OOC.

Una sfida vinta, a riprova che quando il fan è vero, nulla è impossibile.

Ne consegue che, nell'80% dei casi, un nuovo personaggio femminile inserito in una fanfiction venga additato come Mary Sue. Siamo bombardati da un'orda di Mary Sue persino nella letteratura - alta o bassa che sia - (vogliamo prendere la protagonista dei libri di Anne Hamilton tanto per citarne una a caso) e vogliamo davvero fare guerra a quelle - ben più innocenti se vogliamo - presenti nella scrittura amatoriale? Ci sono milioni di persone nel mondo che pagano per leggere solo Mary Sue (la collana Harmony insegna o non avrebbe fatto soldi a palate negli anni), non mi sembra di certo questa la prioritaria piaga purulenta da debellare. Le Mary Sue esistono, ci sono sempre state e sempre ci saranno. Mettiamoci il cuore in pace e al massimo, sfruttiamo la crocetta che Bill Gates ci ha donato in dotazione con Windows.

Nessuna battaglia allo slash o allo yaoi però. Perché?

Perchè la narrativa homosex è semplicemente quella che, nel fandom italiano, ha più successo in assoluto e quindi ecco il proliferare di slash (e lo slash, nell'80% dei casi, è anche pwp ergo una storia senza nessuna trama e finalizzata all'atto sessuale in sé. Fine) in ogni fandom possibile e impossibile.

Così come AU fa rima con OOC, così RP fa rima con slash/homosex. Per qualche misterico motivo, le RP sono viste come univocamente vincolate al genere slash e come tali, tendenzialmente accantonate e snobbate. O come immani portatrici di Mary Sue.

La determinazione di questi "demoni" (e sono solo i principali luoghi comuni e assurdità che ho visto nel mio peregrinare nel web), mi è stata necessaria per andare ad affrontare in realtà il tema principale dell'articolo: la differenza tra le varie tipologie di archivi presenti nel panorama nostrano, tant'è che ultimamente mi ha notevolmente colpita la nascita di sempre nuovi "luoghi di ritrovo" virtuali.

Premesso che ognuno è libero di pubblicare dove vuole e quello che vuole, così come chiunque è libero di chiudere la finestra se qualcosa non lo aggrada anziché proseguire nella lettura e poi, stizzirsi per quel che ha trovato nella pagina succitata. Se la politica degli archivi pubblici non piace - e io per prima non la condivido - semplicemente si cerca altrove il materiale da leggere o un altro luogo ove pubblicare.

Qual'è la formula per un archivio che soddisfi ogni esigenza? Privati? Pubblici? Moderati?

- L'archivio pubblico. Ha un regolamento che via via viene implementato. Regolamento che, per la mole di utenti che l'archivio possiede, non può assolutamente applicare. Statisticamente parlando questo. Un archivio con quasi 15.000 utenti attivi come può solo pensare di poter monitorare tutto ciò che viene pubblicato? Sappiamo benissimo che la quantità di capitoli e storie quotidiane è esageratamente alta e impossibile da controllare (a meno che i moderatori non abbiano una vita da devolvere alla causa "ficcine" restando incollati al pc). Tutti i colpevolizzatori degli archivi pubblici dovrebbero pensare a quando tutti gli archivi erano pubblici (prendiamo il defunto Fanfiction.it di Kagome, per esempio) e tutti avevano la possibilità di pubblicare ciò che scrivevano. E in questi tutti c'eravamo anche noi che avevamo appena iniziato a scrivere e avevamo lacune colossali. Magari non c'era l'essemessese, c'era la grammatica comunque non indecente e mille altre cose (piaghe?) che imperversano attualmente. Piaghe a cui comunque gli archivi pubblici hanno cercato di porre rimedio, in qualche modo. Ma facciamo un rapido calcolo: libertà di espressione. Castronerie se volete, ma da qualche parte occorre pur cominciare. E se qualcuno vuole iniziare a pubblicare dove può farlo se non su di un archivio pubblico? La possibilità deve essere data a tutti, a prescindere che poi questo tutti possa divenire più o meno un decoroso nome nel fandom X. A prescindere da ciò, la guerra contro gli archivi pubblici è pressoché inutile, sterile e stupida. Perché? Perché il motivo per evitare gli orrori c'è: esiste una croce in alto a destra che permette di chiudere la pagina senza rosicamenti e produzione di bile eccessiva. Esiste pure la capacità di spulciare tra gli autori preferiti di un autore meritevole perché in quelle pagine, raramente troverete brutture ma solo altre storie belle. Questo è semplicemente essere coerenti e fan. Fan genuini. Cercare cioè in un hobby ciò che diverte, non certo ciò che può avvelenarci. Per quello, credo basti la vita vera.

- L'archivio moderato. Meno utenti, storie approvate da moderatori e nel caso non siano adatte (adatte a livello strutturale, grammaticale, dei contenuti e sulla base di quale metro di giudizio? Quello personalissimo di altri scrittori amatoriali) rispedite al mittente. Archivi di cui lodo l'esistenza ma in cui ho trovato davvero poche storie in grado di emozionarmi, ma perfette a livello stilistico. Non si trovano brutture, sono archivi in cui tutto viene vagliato prima di essere accettato e si, sicuramente lidi più felici degli archivi pubblici. Tutelano i fanwriter del panorama italiano e sono attentissimi alle esigenze degli autori che ospitano. Spesso però ho riscontrato l'altra faccia della medaglia: da questi archivi fuoriescono anche i satirici della critica negativa e i portatori di grandi crociate. Se da un lato l'archivio moderato offre storie di qualità (a livello grammaticale soprattutto) dall'altro lato spesso crea autori "forti" di far parte di una cerchia che è "la creme" del fandom italiano. Politica corretta sul fronte plagio e sull'attenzione che viene data ai propri utenti, e lodevolissimo l'operato di ogni singolo collaboratore, questi archivi vantano regolamenti restrittivi per quanto concerne, in genere, RPF, Mary Sue e utilizzo della lingua italiana e della punteggiatura delle storie ammesse. Questo, per quello che ho potuto notare, ha in linea di massima decretato una certa omogeneità nello stile delle storie presenti, portando a ciò che mi porta a non frequentare questi spazi: la totale incapacità di trasmettermi emozioni nella maggior parte dei casi.

- L'archivio tematico. Unico nel suo genere, sino a qualche tempo fa, era Neverland di Lener. Aveva raccolto qua e là dalla rete le migliori storie e le aveva raccolte nello stesso archivio. Storie eccellenti, bellissime ed emozionanti. Da fan a fan, un archivio che offre solo ciò che un fan vorrebbe trovare. La formula è ripresa ora grazie alle community (soprattutto americane e inglesi) di Livejournal, anch'esse tematiche e ricche di fan decisi a divertirsi e sognare. In Italia, l'unico caso di questo genere è indubbiamente Kaulitzest, nato sulla scia dei provvedimenti presi da EFP contro il genere. Senza troppe pretese, per condividere l'amore per un fandom o un personaggio. E questo è, a mio avviso, il fandom genuino.

- Le writing community. Nate da un anno circa in Italia (e spuntate come funghi ovunque), le writing community offrono set di temi in cui gli utenti scelgono un claim ("accaparrandosi" un singolo personaggio o un pairing) su cui dovranno intessere gli intrecci proposti dal set. Premesso che le writing community sono un concentrato incredibile di stimoli - e per questo le adoro, poichè offrono tantissimi spunti - ciò che ho notato nella maggior parte delle community italiane è il trend di scrivere, per completare il set, per lo più drabble e flashfic. Questi archivi hanno generalmente regolamenti legati all'utilizzo dei set, senza particolari vincoli di warning o rating, richiedendo solo un corretto utilizzo della lingua italiana.

- L'archivio privato e personale. Nascono come funghi (grazie all'avvento dei blog è stato un proliferare che ora va smorzandosi, tant'è che l'ondata di crescita avvenuta nel 2007 si è arrestata offrendo improbabili archivi abbandonati a sé stessi) e sono archivi gestiti da utenti che hanno un discreto numero di opere alle spalle, talvolta nomi conosciuti all'interno del mondo della scrittura amatoriale, altre passati in sordina per i più svariati motivi. Autori che offrono praticamente sempre materiale di altissimo livello e che curano in toto il proprio spazio e le proprie opere. Regolamenti personali e privi di limitazioni dunque, storie che anche nei casi in cui chiunque riterrebbe le tematiche scorrette e amorali, sono trattate con estrema delicatezza e sensibilità. In genere, gli autori che scelgono questa formula sono di due tipi: coloro che vogliono uno "scrigno" in cui racchiudere le proprie opere poi in genere, pubblicate in altri archivi e chi, invece, decide di porre limitazioni di accesso per vagliare la qualità dei lettori e proteggere le proprie storie. Questa è la formula che ho scelto per il mio archivio per poter vagliare gli accessi dei lettori - e tenere lontani soggetti poco graditi - e poter pubblicare in tutta serenità le mie opere in uno spazio interamente mio. In questi archivi è possibile il dialogo senza conati di bile, in cui il confronto è sereno e spontaneo in un diretto rapporto lettore/scrittore.

Archivi snobbati per la maggior parte dei casi, ma indubbiamente quelli in cui ho trovato le storie migliori del web.

In definitiva?

Non esiste una formula valida per tutti, chiaramente ognuno - a seconda delle proprie scelte e le proprie esigenze di politica delle storie - è liberissimo di scegliere il luogo che più si adatta al proprio modo di concepire la scrittura amatoriale.

E' chiaro che, la scelta dell'archivio personale e privato, sia la più impopolare ma la ritengo ugualmente quella a me più adatta. Così come pure, non posso non guardare con un certo interesse agli archivi tematici che offrono sempre storie molto valide sotto il profilo emotivo e strutturale delle storie.

Vantano intensità, se vogliamo.

Posso in definitiva concludere affermando che il problema del fandom non è legato all'archivio, ai fandom o ai generi ma semmai, agli utenti.

Gli utenti italiani (fanwriter e fanreader) sono tendenzialmente maleducati e irrispettosi, almeno nella maggior parte dei casi.

L'utenza italiana ha la tendenza a trovare i problemi e ingigantirli, a cercare nuovi capri espiatori per poter incolpare qualcuno (o qualcosa) del trend disastroso della scrittura amatoriale in Italia creando continue battaglie, spesso ideologiche.

Trovo che il trend generale di inchiodare queste streghe sia ciò che affossa il fandom, anziché in qualche modo, risollevarlo.

Non miglioreranno la situazione né i blog di critica negativa, né tanto meno gli archivi moderati che accettano solo storie di un determinato livello grammaticale. A mio avviso, quello che manca nel fandom italiano, sono la passione per la scrittura e per il fandom trattato, il rispetto verso il lavoro altrui e la buona volontà - come fan - di promuovere quello che vale.

La tendenza, per assurdo, è esattamente contraria a questo: colpevolizzare e demonizzare, perdendo così di vista che questo è prima di tutto un hobby.

E come tale, una passione da coltivare non un secondo lavoro su cui sindacare.

Gli italiani, nella maggior parte dei casi, mancano della componente predominante che spinge alla scrittura amatoriale a mio avviso: dell’anima di fan.


posted by SapphireBlue alle 12:13 in 02 pillole di fandom
:: permalink::commenti (2)
Commenti
#1   01 Maggio 2008 - 21:12
 
Come hai ben evidenziato, ogni tipologia di archivio ha i suoi lati oscuri ma ha anche i suoi pregi. Come in molti sosteniamo da tempo ognuno è libero di leggere e pubblicare dove vuole e nessuno è costretto a leggere in un determinato archivio se non per cause di forza maggiore (leggi: alcuni fandom non compaiono in archivi moderati). Un fatto che ho notato, che credo dica molto su questi demoni, è che vengono cercati sempre nei fandom più in vista (ma questo credo che sia un altro discorso e non è escluso che lo affronterò prima o poi).
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lirin85

#2   03 Maggio 2008 - 08:46
 
Avevo già letto a suo tempo questo articolo e ne avevo apprezzata l'analisi, ma mi pare piacevole e doveroso tornare a dire la mia (e quando mai me la risparmio, in fondo XD?). Io credo che un problema molto italiano (tutto italiano?) sia la riproposizione all'interno della rete di quello che ammiriamo nel quotidiano politico: una patologica deficienza democratica mascherata da scelta. Un aspetto che mi ha sempre molto colpita, non a caso, è lo scarso spirito collaborazionistico che caratterizza i webmasters, come pure la tendenza a creare monopoli. Fermo restando l'assunto di base - chi gestisce l'archivio ha il diritto assoluto di governarlo come crede -, quello che mi chiedo è perché alcune persone sentano il bisogno di creare duplicati di qualcosa che già esiste, anziché migliorare l'esistente. In America, per dire, Fanfiction.net ha una posizione monopolistica rafforzata da uno staff immenso. Ma non si è tentato di creare un Fanfiction.net 2, con le stesse premesse, ed un semplice mutamento a livello direzionale. Perché? Perché sarebbe inutilmente dispendioso. Questo in Italia non è accaduto. Benché cioè EFP abbia un'incidenza di fatto molto simile al sito di cui sopra, si propende comunque per una moltiplicazione che non so quanto efficace. Secondo punto: democrazia apparente. Se di fatto sempre le stesse persone (perché legate da interessi comuni, idee simili o semplice amicizia) gestiscono le stesse iniziative, controllano siti correlati, è evidente che definiscono una regola altrettanto univoca, cui ci si trova a soggiacere volenti o nolenti. La dimostrazione di fatto è, per l'appunto, che ad essere segnalate sono di norma sempre storie apparse o pubblicate su certi siti e non altri, neppure il principio di fondo fosse 'O pubblichi qui, o non esisti'. Trovo comunque che un'ottima risposta (e soluzione) a questa situazione siano state le varie comunità tematiche su LJ. Personalmente ho cominciato ad apprezzarle tardi, ma a trovarvi storie di mio gusto ed una gestione legata a criteri che comprendo meglio (fosse pure perché i presupposti monotematici, a mio avviso, consentono una maggiore razionalità anche a livello di regolamento).
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sara2005

Commenti