lunedì, 05 marzo 2007

Pieces

Opera: Pieces
Recensioni: Leggi qui
Serie: J-rock (L’Arc~en~ciel)
Rating: NC17
Genere: Angst - Introspective - A/U
Warning: Sex - Rape - Death

Pieces è la classica opera che come autore non ti aspetti. So che l'asserto può suonare quantomeno stupido, perché al più è il lettore l'unico legittimato a stupirsi, ma, di quando in quando, succede anche che una storia da te pensata e pianificata in ogni dettaglio si trasformi in corso d'opera o si mostri ben più complessa di come l'avevi immaginata. Pieces si è rivelata una storia estremamente impegnativa sotto una pluralità di profili difformi, e la sua stessa estensione, decisamente superiore al progetto originario (quattro volte il numero di capitoli da me previsto), costituisce solo uno degli inevitabili corollari di una trama che pure avevo definito in ogni dettaglio.

Senz'altro Pieces è una storia molto pensata: ho limato a lungo ogni dettaglio del plot prima di cominciarne la stesura e fino all'ultimo mi sono domandata se fossi davvero in grado di costruire una trama che fosse al contempo credibile ed accattivante, ricca di citazioni, documentaria ed inventiva al tempo stesso. Poi, molto semplicemente, mi sono abbandonata al piacere del racconto ed ho lasciato che il gusto della fabula vincesse ogni preoccupazione autoriale.

Come riportato anche nell'introduzione all'A/U, Pieces cavalca un filone che nel fandom j-rock ha una lunga tradizione. E' infatti una scelta corrente quella di trasformare le principali bands giapponesi in famiglie mafiose ed organizzare attorno a tale contesto plot più o meno articolati. Soprattutto quando si parla dei Laruku, poi, è possibile citare almeno due importanti ficwriters, Iriaca e nyde, che al tema hanno dedicato pagine giustamente acclamate. Come tuttavia non ho nascosto fin dalle prime battute dell'opera, quel che mi interessava aveva un segno parzialmente diverso. Non volevo, cioè, allontanarmi da una timeline reale. Più che un A/U fantasioso, sopra le righe, volutamente romanzesco, ho avuto l'ambizione di creare un what if, in cui eventi realmente accaduti e conseguenze immaginarie si fondessero in un impasto che - come mi ha fatto piacere constatare - persino i fans hanno durato non poco a districare.

Per quanto curioso possa sembrare, l'idea originaria di questo A/U nasce da un episodio storicamente documentato. Alla fine del 1992, quando i Laruku sono pronti al varo del loro primo singolo indies, la Night Gallery, etichetta con la quale avevano già pubblicato i Dead End, vincola la band ad un contratto capestro, opzionandone la produzione futura ed imponendo l'uscita di un vero e proprio album. A trarre d'impaccio tetsu non è solo Ken Kitamura, che sostituisce Hiro nelle registrazioni e sul palco, quanto uno spregiudicato produttore alla testa di un label destinato a segnare la storia della musica giapponese: la Danger Crue. Mr. Ooishi, originario del Kansai, tratta infatti personalmente con la dirigenza della Night Gallery, facendo sì che il contratto venga sciolto ed assumendo poi la produzione del giovane gruppo. Perché questo accadimento ha giocato un ruolo così significativo in un'opera che parla di tutt'altro? Chi ha letto Pieces e, soprattutto, ha colto il ruolo che mr. Ooishi gioca nella mia storia dovrebbe già conoscere la risposta. La prima meteora che infatti passò nella mia mente di fangirl stralunata nel leggere questo episodio fu  'vuoi vedere che alla base del successo dei Laruku ci sono pure le intimidazioni della yakuza?'

E' stato così che, senza chiedergli ovviamente il permesso, la sottoscritta ha pensato pure bene di arruolare il nome simbolo della Danger Crue nelle proprie pagine.

Pieces è una storia in cui , come ho già detto, realtà e fantasia si sovrappongono in modo più o meno accurato sotto una quantità di profili diversi. L'infanzia di tetsu, nei fatti, è in buona parte cronaca romanzata di eventi realmente accaduti, come lo è - tolte le cause, ovviamente - l'incidente in cui rimane coinvolto il dodicenne Hideto Takarai. La successione Morrie-tetsu ai vertici della yakuza segue fedelmente la successione Dead End-Laruku nella scena musicale giapponese. I Dead End esauriscono il loro corso agli inizi degli anni Novanta: nelle mie pagine, Morrie viene ucciso da haido esattamente nel gennaio del 1991 (nella storia reale è in quei giorni che hyde viene reclutato da tetsu per un gruppo destinato a mutargli la vita). L'incontro tra tetsu e Ken Kitamura si ha nel giugno del 1992: ed è allora che nella storia ufficiale del gruppo si ha la sostituzione dei chitarristi. haido canta una cover di HUSK con Kiyoharu il 26 dicembre 1992: storia e fanfiction collimano perfettamente nel riportare l'evento.

Attorno a citazioni strettamente legate alla cronistoria della band (la rivalità con gli Shazna, ad esempio. L'episodio di Hinano Yoshikawa e poi la relazione tra Ogawa e la Mochida. Il progressivo peggioramento delle condizioni di salute di haido agli inizi del 1995), c'è poi tutta la storia di un Giappone che non è un mondo inventato: ma reale e realistico, al punto che il deus ex machina della fanfiction è il terribile attentato del 20 marzo 1995, con cui la setta di Aum scuote il Sol Levante ed il mondo intero. Improntata alla massima verosimiglianza è poi anche la riflessione-descrizione dell'universo mafioso della yakuza e delle mille mafie che si intersecano in ripetuti giochi di potere.

Pieces è una storia che si nutre di suggestioni visive, oltre che musicali (tutti i titoli corrispondono a brani o opere collaterali del gruppo. Tutti i titoli, per chi ne ha letta la traduzione, dicono del capitolo cui fanno riferimento): i sogni di haido - la striscia d'asfalto in cui corre disperato e solo; la stanza bianca in cui giace incatenato; la giostra del monte Fuji; le fiamme che divorano il corpo di Sakura - corrispondono a famosi fotogrammi dei PV del gruppo. Ancora tratte dai PV sono la più parte delle sequenze in cui appare la spiaggia (compresa quella, notturna e provocante, in cui haido lecca la rena per sedurre Yasunori. Si tratta infatti del PV Dune, non a caso scelto a titolare il capitolo), come pure il drammatico tentativo di assassinio di tetsu o la scena finale, di placata tranquillità, tratta da Jojoushi. Ho seguito, cioè, una mia personalissima politica di verità, appropriandomi delle immagini che per prima la band ha elaborato.

Il profilo più complesso è stato senz'altro quello dato dalla gestione dei caratteri: come mantenerli il più possibile vicini all'originale? Pieces contiene una trama scomoda, perché morbosa, malata, segnata da una crudeltà indicibile è la stessa esistenza di uno dei protagonisti. Sarebbe stato molto facile costruire un haido effeminato come il piccolo uomo di Wakayama non è affatto: ed è per questo che ho rinunciato in partenza. Ciò mi ha tuttavia portata ad analizzare in modo puntuale, approfondito, maniacale la personalità di un ragazzo, perfettamente consapevole del proprio genere, che attraversa però la vita dei suoi grandi amori come la donna che hanno sempre desiderato. In tal senso ho avuto un grande alleato, che costituisce una parte inscindibile di questa mia opera: il tempo. Mai come in Pieces, credo, mi sono sforzata di dare l'idea del tempo che passa, che sconvolge, che definisce, che guarisce. Il ritmo della narrazione rallenta sino a diventare cronaca ed accelera subito dopo vorticosamente, perché è così che agisce la memoria e così la registra chi vive la vicenda da protagonista o da spettatore.

Dopo haido, il profilo più complicato era senz'altro quello di tetsu. Tetsuya Ogawa non è gay. Non ha neppure blandamente quel genere di inclinazione. Oltre ad haido ha relazioni eterosessuali, che vive con passione e affetto autentici. Eppure si innamora di un ragazzo. In tal senso sono state proprio le carte dell'equivoco e del tempo a soccorrermi: l'equivoco per legittimare l'interesse. Il tempo perché tetsu impiega quasi dieci anni a metabolizzare del tutto i propri sentimenti, svincolandoli dall'abbaglio e concentrandoli su haido in quanto tale.

Un capitolo a parte è dato dalla resa dei Sakurazawa - conviene parlare dell'intera famiglia e non del solo Yasunori, perché il vecchio ed Hidetaka non sono senz'altro personaggi marginali -. Perché ne ho fatti il prototipo dei politicanti senza scrupoli? Anche qui in parte ha pesato quel che Sakura ha detto delle proprie origini. Yacchan proviene infatti da un ambiente estremamente benestante, altoborghese e fa studi prestigiosi. Se non ho equivocato, il padre era dirigente di una grossa casa di produzione. Mi è venuto quindi naturale spostare ed interpretare la realtà a misura del mio bisogno.

Quello di Sakura è un personaggio tragico, fondamentalmente triste, che ho tuttavia tentato di gestire nel modo più vicino possibile alla sua storia autentica, al punto da far coincidere la sua morte-suicidio con l'arresto (reale) del 24 febbraio 1997. E' una parabola drammatica, che tuttavia ha una sua economia nella storia: come pure l'ha indagare la follia autistica di haido.

Il capitolo della depressione contiene molti elementi di verità, raccontati o esorcizzati nelle liriche di haido comprese tra True e Roentgen (la scelta di fare di True un volume di poesie dedicate a Sakura è una libera interpretazione della leggenda sakuhai per cui tale sarebbe la vocazione dell'album. Ma c'è un'altra citazione musicale rilevante in chiusura: la retromarcia di cui parla Sakura, nei fatti, è il tema di Reverse di TETSU69). A tal proposito è stata una scelta mirata e consapevole anche farne un artista: perché lo spessore dei suoi primi componimenti e, soprattutto, i suoi terribili ed espressivi autoritratti tradiscono appieno la sensibilità dolente e profonda dell'artista.

In conclusione mi viene dunque da dire come concludere quest'opera abbia lasciato in me un grande senso di vuoto ed un po' di nostalgia, perché la difficoltà dell'incastro è stata anche quel che mi ha soddisfatta come autrice: soddisfatta nell'aver raccolto una sfida ed averla portata a compimento nei modi e nei tempi che mi ero prefissata. Sull'efficacia del messaggio che ho trasmesso, ovviamente, debbo lasciare la parola a chi legge.


posted by satsuki alle 23:10 in 04 making of
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