giovedì, 23 febbraio 2006

Michelle - D.H. - Tra j-rock e farsa

La nascita di questa sezione obbedisce ad un desiderio molto peculiare della sottoscritta, sebbene mi auguri rappresenti una valida guida ed un gradito contributo per tutti coloro che hanno curiosità in merito ad un genere di cui molto si dice, ma che pochi praticano davvero. Come ho tentato di esplicitare nell'articolo dedicato alle fanfictions yaoi, solo il dilagare di un sensazionalismo modaiolo (lo stesso per cui ho scelto di oscurare il mio malauguratamente celebre Prometheus), non sorretto da un'adeguata sensibilità e preparazione culturale, ha concorso ad alimentare la fola secondo la quale nelle yaoi tutto vada bene, purché il sesso sia il più anomalo possibile. In Italia, in sostanza, o si leggono Harmony gay - in cui, in luogo del termine anima, sarebbe del tutto possibile inserire i vari nomignoli dell'organo genitale maschile o dell'orifizio posteriore -, oppure manuali di anatomia redatti da un Lombroso cieco e pazzo, per cui l'uomo - inteso come maschio - sarebbe un individuo plurisnodato ed in grado di espellere fluidi con la continuità di una pompa idraulica.

E' evidente, dunque, che l'amante di una buona storia tende ad evitare per principio qualsivoglia narrazione in cui compaia - per onestà dell'autore - una simile sigla. Persino se, come nel mio caso, non vi è alcun preconcetto in merito alla scelta di un pairing omosessuale. La ragione profonda delle brutture di cui sopra e del conseguente, aristocratico rifiuto per un'eventuale lettura, sta in quel che diffusamente si è detto in merito al genere nel suo complesso: OOC selvaggio, cura nulla per la trama, nessun rispetto per i personaggi e, ragione principale, inserimento di una coppia omosessuale in un contesto in cui la coppia omosessuale NON può esistere.

Il contesto è senz'altro il fronte narrativo che in Italia è stato più brutalizzato, sino a farne un accessorio che nessuno crede vada tenuto in conto. E' invece l'unico elemento che il buon autore dovrebbe aver ben presente per scrivere una storia buona, ottima o almeno appetibile. Proprio muovendo dal contesto della storia e dalla cura con cui è reso, è mio interesse usare quest'angolo per parlare della BELLA narrativa yaoi, degli autori degni d'esser letti - a mio avviso -  e delle pagine che desidero consigliare come esempio di ottimo plot, magistrale uso del registro linguistico e cura dei caratteri.

Per inaugurare questo mio particolare e personalissimo Digesto, ho scelto una delle firme che meglio rappresenta il fandom anglofono del j-rock: Michelle, altrimenti nota come D.H. (Doi Hachiro). Amatissima ed incredibilmente celebre nel contesto delle fanfictions ispirate a gruppi j-rock (soprattutto L'Arc~en~ciel, di cui è fan e coscienza storica, come mostra il suo magistrale Sakura no Honki), D.H. è un'autrice colta, poliglotta, incredibilmente prolifica e ricca di un'inventiva che rende le sue pagine autentici pezzi unici. Dotata di un sarcasmo feroce e di un umorismo pungente, è in grado di illustrare persino una tragedia senza mai privare il lettore di un siparietto comico, di una battuta che allenta la tensione, di una caratterizzazione caricaturale o psuedocaricaturale. Nelle sue pagine capita con frequenza imbarazzante di commuoversi fino alle lacrime o di ridere sino ad un analogo punto di tensione, tant'è che sconsiglierei di leggerla in un luogo pubblico. Molto duttile, sa giocare con notevole maestria nell'uso dei registri linguistici, passando da descrizioni vivide e quasi poetiche, a dialoghi da angiporto. Quest'ultimo punto merita un approfondimento, perché il dialogo è uno degli strumenti cui D.H. ricorre con la massima frequenza ed in virtù del quale tratteggia il personaggio nei suoi vezzi e nei suoi difetti. In una mimesi perfetta con la realtà, nessuno dei caratteri descritti dall'autrice parla come un altro: ciascuno ha il suo registro, il suo intercalare (Michelle conosce il giapponese e se ne serve abbondantemente, riportando, nel caso dei L'Arc~en~ciel, persino i vezzi e le inflessioni dell'Osaka-ben), il suo peculiarissimo modo d'impostare la comunicazione. Ciò offre a chi legge l'impressione di una naturalità del confronto davvero viva e gradevole da ritrovare sulla pagina. D.H. è soprattutto un'autrice brillante, con una chiara vocazione al farsesco e con una profonda intelligenza compositiva: non è difficile interpretare le sue pagine come una sorta di colorato fanservice, oltre il quale, però, i protagonisti recuperano in modo pieno ed assoluto la propria statura umana. E' la prima, nei fatti, a non celare la propria avversione per il fangirlismo che ha corrotto la naturale essenza della fanfiction j-rock. Uno dei temi più ricorrenti nelle sue pagine, dedicate - almeno le più note - ai L'Arc~en~ciel, con fondamentale preponderanza del pairing SakuraxHYDE (scelta non casuale, poiché nei fatti è storicamente ambiguo il rapporto tra i due), è quello della maschera. Ogni carattere lotta con se stesso, con l'immagine allo specchio (ho scoperto molte affinità con D.H.: e chi mi ha letta e vorrà leggerla se ne renderà conto. Suppongo essere vere fans importi automaticamente questo), con l'idea di un successo che schiaccia e priva di qualsivoglia dignità. Una delle sue opere più drammatiche - ed eccezionalmente comiche al contempo -, Offer and demand, si apre con uno splendido monologo di Hideto Takarai, che parla con il riflesso di Haido allo specchio: l'uomo di trentaquattro anni contro l'immagine patinata ed eterna di un se stesso di carta. Un monologo che diventa un dialogo ironico, pungente, amarissimo, atroce nelle sue verità ed eccezionalmente vivo e credibile nei temi e nelle velate accuse che porta. In Good Morning, HYDE, intenso e dolente p.o.v. di Sakura, il tema dell'essere e dell'apparire viene senz'altro ripreso ma in un'ottica ancora diversa: c'è lo scollamento tra Yasunori, ragazzo di Tokyo con sogni di musica, e Sakura, batterista dei L'Arc~en~ciel e designato amante di Haido. Quest'ultimo, inquietante ed inafferabile, mostrato in un ruolo che ricorda non poco le suggestioni de "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov, erode poco alla volta la dignità e le resistenze di Yasunori, impadronendosi della sua anima e liberando solo lo strato più superificiale del Sakura maschera. Una delle frasi a mio avviso più belle che connota, con pennellate essenziali, proprio la tormentata figura di Yasunori Sakurazawa è senz'altro (cito a memoria) "Avrei desiderato tornare indietro, ai tempi in cui guadagnavamo, sì, ma solo per vivere ed ancora non eravamo finiti schiacciati dal tallone della macchina della produzione". Come evidente dall'inserimento in questa sezione, D.H. è un'autrice yaoi. Ma cosa vuol dire essere un'autrice yaoi? Se vi aspettate di trovare checche isteriche od harmony nelle sue pagine resterete fortemente delusi: non ci sono. D.H. non chiama neppure mai in conto l'anima, ma l'attrazione fisica pura e semplice. Ed altrettanto semplicemente, quando parla di sesso, lo fa in modo poco o nulla poetico, ma con una veridicità dal sapore brutale - ragione per la quale le sue pagine sono NC17-NC21, del tutto sconsigliate ad un pubblico minorenne -. D.H. muove da situazioni di forte ambiguità storica e le interpreta senza alcuna forzatura. E' molto attenta - e lo fa in più contesti - nel rilevare, ad esempio, 'Haido e Sakura non sono gay. Non sono ragazze. La loro storia nasce per effetto di un'attrazione improvvisa e del tutto unica. Non destinata a ripetersi con altri'. Oppure, per giustificare l'attrazione di Tetsu per Haido: 'Tetsuya non poteva fare a meno di pensare Haido fosse la creatura più bella avesse mai visto. E se c'era una cosa cui Tetsuya non sapeva resistere, quella era proprio la bellezza'. Oppure, in uno dei momenti più drammatici - e son veramente tanti - della trilogia aperta con First blood - la rivendicazione rabbiosa di Haido a Tetsuya: 'Non chiamarmi kawaii. Io non sono carino. Io non sono una ragazza né un animaletto domestico. Io sono un uomo'. O ancora, questa volta Tetsuya ad Haido, "Tu non ami né gli uomini e le donne. Tu ami solo quello che vedi riflesso nel tuo specchio". D.H. ha una sensibilità molto spiccata ed una grande facilità nel rendere il bipolarismo quasi schizoide di molti dei suoi personaggi, la cui umanità viene spesso messa a nudo con una prosaicità crudele e priva di orpelli, dando a chi legge l'imbarazzante sensazione di spiare dal buco della serratura.

Entrando nel merito delle sue opere, comincio con il segnalare quelle a mio avviso più significative - D.H. cade talora nel gore e nel morboso fine a se stesso, come nel tremendo shotakon L'amour fou, che ammetto di aver trovato davvero impressionante e molto gratuito, malgrado ci sia da dire l'autrice abbia avuto la cura di segnalare il contenuto in modo debito e possa chiamare in conto solo la mia curiosità per ciò che ho letto -.

Senz'altro da leggere la trilogia First blood, Fall apart ed Angel and Demon, dedicata tanto agli esordi dei L'Arc~en~ciel che alla nascita e degenerazione del rapporto Haido-Sakura (Angel and Demon è dedicato alla crisi del 1997 - per i contenuti rimando al making of di Anemone), sebbene la seconda parte sia tutt'altro che riuscita, per un eccesso di violenza e morbosità davvero disturbante (tra le scene davvero GRATUITE quella di Haido violentato da Sakura prossimo all'overdose davanti ad una prostituta), malgrado sempre giustificata e contestualizzata. Perché questa trilogia merita uno sguardo (per quel che mi riguarda, adoro la prima e la terza parte)? Per la bravura con cui D.H. pennella i personaggi e per la complessità incredibile che essi assumono. Haido è ambiguo, disturbato, irritante, violento, prevaricatorio, querulo, infantile, indifeso, rabbioso ed indecifrabile. Tetsuya mostra una dolcezza ed un rigore morale esemplari. Ken Kitamura è STRAORDINARIO. E' senz'altro il personaggio che ho amato di più in assoluto, anche perché protagonista di alcune delle trovate narrative più irresistibili della storia. (ad esempio: ad Ogawa, che trova finalmente il coraggio di confessargli i suoi sentimenti per Haido, replica "Le ragazze, Tetchan! Cos'hanno di sbagliato le ragazze? Ripensaci, Tetsuya!". Sempre a Tetsuya, che lo chiama di prima mattina, nel bel mezzo di un'emergenza emotiva del prophet, "Ken, abbiamo un grosso problema!" "Che ho messo incinta una?". Ma si potrebbe continuare all'infinito). Sakura è un personaggio molto difficile da classificare. Il termine più adatto forse è triste. Yasunori è un personaggio triste: è qualcuno, per usare un'espressione cara ad Herman Hesse, che è finito sotto la ruota. Yukihiro ha una parte solo alla fine, ma diventa un meraviglioso filtro visivo: fosse pure perché gli vengono sempre riferiti pensieri sul genere 'Eppure visti da fuori sembravano professionisti seri'. Momenti memorabili? Oltre a TUTTI quelli che vedono protagonista Ken, direi la scena in cui Haido si finge un'orfanella povera - e si trascina dietro pure un Tetsuya truccato a forza che gli urla 'Ma ci vuoi far passare per travestiti?' - per mangiare a sbafo; il monologo di Haido con un gatto raccolto per strada, che mostra l'incredibile bravura di D.H. nell'illustrare una tragedia con il sorriso (è evidente infatti il cantante sia in uno stato di totale degrado mentale) o il dialogo Tetsuya-Haido, in cui il bassista tenta di far ragionare il suo prophet (anche in questo caso, uno scambio allucinato che suona come "Con chi vuoi parlare? Con Haido la star o Hideto il pervertito che ha rovinato il gruppo?" "Voglio parlare con il mio amico Hideto" "No, ha detto che non ti parla" "Allora va bene pure Haido" "Ha da fare"). Una menzione a parte va ai signori Takarai, che compaiono poco ma sono eccezionali (soprattutto papà Takarai!), benché non possa dire molto di più senza guastarvi il piacere di una lettura impegnata, ma senz'altro destinata a lasciare il segno.

Vivamente consigliate le due one-shot, Good morning, HYDE e Bravery, rispettivamente p.o.v. di Sakura e p.o.v. di Tetsu, per la delicatezza e la sensibilità con cui vengono dipinti i personaggi ed illustrato un complesso gioco di relazioni ed equilibri interni: di vita e carriera.

Fleabag credo sia, tra tutte le fanfictions di D.H., quella destinata ad essere la mia preferita. Breve - appena sette capitoli, quando il desiderio profondo del lettore è che non finisca mai - è una riuscitissima pastiche tra yaoi e comedy. Sulla base di un plot semplicissimo - Haido e Tetsu vanno in settimana bianca sperando di lasciarsi alle spalle il lavoro per fare altro -, D.H. costruisce una storia esilarante che devasta tutti i luoghi comuni sulla classica storia gay ed i ruoli cardine dei protagonisti. Così troviamo un Haido assolutamente comico che quasi si ammazza sulle piste da scii, mentre si perde in tremende fantasie erotico-culinarie su Tetsuya in vesti di casalinga-sexy che gli prepara la cioccolata, salvo tornare allo chalet, sbattere il muso sulla realtà ed esser ripagato da un prosaico "Lo sapevo che a passare tanto tempo fuori ti si gelava il cervello". Il ritrovamento di un cane abbandonato - che viene battezzato da Tetsuya Cutie (e sulla scelta del nome si apre tra i due una querelle che lascia senza fiato dalle risate) - complica soltanto una situazione già ai confini della realtà: ne nasce infatti un'ininterrotta sequenza di gags che descrivono la personalissima lotta di Haido contro il cane che gli ha rubato le attenzioni del bassista. Tra realtà - ridicola - e fantasie oniriche del prophet (magistrale la scena - che dovrebbe essere - di acme drammatico con Tetsuya che si butta dal trampolino ed Haido che ne trattiene la zeppa stringendola al petto. Ma ancor più magistrale la sequenza in cui Haido sogna di esser rimasto incinto di Tetsuya e lo sveglia gridandogli 'Almeno sposami, PORCO!'), il lettore non riesce quasi a seguire la trama, tanto è impegnato a controllare un riso che minaccia di scoppiare convulso ogni due parole.

Offer and Demand è l'opera che D.H. ha completato più recentemente e, come tutte quelle che portano la sua firma, contrappone un plot serio e profondamente drammatico a tratti ad un'ironia al vetriolo che volge in farsa qualunque contesto. A dispetto del 90% della produzione dell'autrice, nondimeno, questa volta non troviamo più l'Haido degli esordi, ma l'Haido del 2002-2003, già sposato con Megumi, già attore - in Moonchild -, già solista e produttore. Un uomo all'apice del successo eppure costretto a far  fronte ad un'emergenza tutt'altro che patinata: il conto in rosso. Originariamente sospettosa nei confronti di un'opera che l'autrice chiaramente diceva presentare Megumi Oishi in un ruolo fortemente negativo (come, nei fatti accade), alla fine ne sono stata conquistata. La ragione è molto semplice: anche a glissare sul finale - che giustifica TUTTO e mostra una genialità compositiva più unica che rara -, Offer and Demand è una storia di un'intelligenza assoluta, di una comicità che non ha nulla di demenziale, ma nasce da una gestione incredibilmente accorta dei contesti, e di grande studio psicologico. Emerge davvero un Haido diverso dal solito ed adorabile, semplicemente: un uomo adulto, ma infantile ed incapace di cavarsela, succube di una moglie che lo comanda a bacchetta, lo sfrutta in modo brutale (e probabilmente ha pure un amante); preso poco o pochissimo sul serio dagli amici (nessuno crede sia diventato povero, ovviamente), eccetto da Sakura (e qui si sfiora un amarcord quasi esilarante, perché il messaggio subliminale che passa è del tipo 'non dovevo sposare Megumi, dovevo restare con te'); odiato dai cognati (soprattutto il fratello di Megumi!) e fortemente tentato di chiedere aiuto ai propri genitori. Come può sopravvivere a tutto questo? Vi consiglio di leggere, perché a riassumere in due parole un paio d'ore di divertimento puro sarebbe assolutamente ingiusto.

Sotto il profilo linguistico, posso dire D.H. usi una lingua semplicemente esemplare, non perché corretta, ovviamente (all'estero nessuno valuta positivamente una storia per il fatto sia scritta in modo ineccepibile sotto il profilo ortografico. Solo in Italia ci sono imbecilli del genere), ma perché incredibilmente duttile ed adeguata ad ogni contesto. Persino il mio inglese elementare mi ha permesso perciò di esplorarne le pagine ed innamorarmene brutalmente. Grazie a Neve83, che ha contattato l'autrice, e si è impegnata a renderne una traduzione che sarebbe senz'altro più degna della mia, c'è qualche speranza di poter portare in Italia queste pagine. Se ciò, nei fatti, sarà possibile, avrò cura di indicarvi il sito di lettura. Per ora resta il link di apertura e la speranza di avervi reso un valido servizio.


posted by satsuki alle 19:38 in 05 kabuki quotidiano
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mercoledì, 22 febbraio 2006

Avventure a Gay Town

Nota introduttiva: questo articolo nasce come revisione e ricompilazione di un lungo dibattito affrontato in più contesti ed a più riprese nel forum critico creato da Lener. Poiché tale spazio non ha avuto il successo che meritava e la partecipazione è sempre stata molto modesta, i contenuti che ha ospitato diverranno parte integrante de "Il Pomo di Eris". Ciò importa ovviamente, come in tal caso, adeguamenti e tagli. A scopo documentario verranno citati anche stralci argomentativi di terzi intervenuti nel dibattito, ove possibile individuati attraverso i links degli spazi personali gestiti.

Una delle realtà attualmente più vive - oserei dire in modo inquietante - della produzione del fandom è, come accennato in altra sede, la proliferazione delle storie omosessuali. Si è passati, cioè, dal considerare il genere boy's love - più avanti spiegherò meglio l'implicazione terminologica - un fenomeno di nicchia, alla mercificazione dello stesso, tant'è che allo stato attuale si può tranquillamente affermare come l'utente interessato a leggere, ad esempio, di Slam Dunk in un sito contenitore di fanfictions si trovi davanti ad una totale assenza di scelta. Non può, cioè, dilettarsi a leggere ANCHE storie omosessuali, ma PUO' leggere SOLO storie omosessuali.

Tale fenomeno, ovviamente, non traduce affatto la positiva ed anzi auspicabile apertura della cultura italiana verso formule espressive considerate talora disdicevoli per l'inquadramento tradizionale dei costumi, quanto piuttosto un estremismo opposto, per cui non si distingue più tra apertura mentale ed apertura di altri orifizi, con effetti francamente grotteschi.

Come si classificano le storie omosessuali? V'è da dire che il primo ed annoso problema è proprio di stampo prettamente terminologico. Il fatto la qualificazione degli autori prescinda il più sovente da tale formulazione, del resto, spiega molto bene la statura culturale e mentale dei cultori del genere. Vediamo cosa dice in proposito dei generi Veruska Sabucco, che cura il glossario per conto della Kappa Edizioni, principale distributore italiano di opere boy's love (la Sabucco è la fonte principale, ma sia chiaro che quella che segue è una MIA rielaborazione, che NON siete autorizzati ad usare altrove):

Slash: rilettura in chiave omosessuale di serie televisive nordamericane, film e romanzi di successo. Nata a metà degli anni Settanta nei Paesi di lingua inglese, comincia a diffondersi a metà degli anni Novanta attraverso mailing list e siti web. Ha contenuto prevalentemente narrativo ed un impianto amatoriale: è cioè una produzione di fans ad uso e consumo di altri fans.

Yaoi: termine che identifica una realtà simile alla precedente, ma sviluppata nel contesto nipponico. Originariamente ha un impianto molto locale e si qualifica come lettura in chiave omosessuale di manga, anime e videogames, ma si estende presto al campo della narrativa e della cinematografia, oltre a quello musicale (prevalentemente j-rock visual). Fino agli anni Ottanta si sviluppa quasi esclusivamente attraverso le doujinshi, salvo poi estendersi al net. A dispetto dello Slash, la formula prevalente è di tipo grafico, ovvero il manga amatoriale, ma non mancano le cosiddette doujinshi novel, che sono sostanzialmente fanfictions illustrate. L'equivalente per le relazioni saffiche è il termine Yuri.

Boy's love: storie omosessuali originali, distribuite in Giappone nel circuito ufficiale dei manga di genere. Per estensione, qualifica tutte le storie di contenuto omoerotico maschile.

Shounen-ai: termine più risalente per indicare i manga originali omoerotici, soprattutto la produzione degli anni Settanta. Shounen-ai e boy's love siano considerati generi da circuito ufficiale e trattati in campo editoriale. Lo Yaoi, invece, in quanto usa caratteri di terzi, è SOLO amatoriale.

June: ulteriore sinonimo per boy's love, dal nome della prima rivista che pubblicò shounen-ai. Ora non più utilizzato.

Due di questi termini hanno un significato ben più esteso: Slash, nei fatti, indica meramente il segno grafico che divide i partners di una storia, il che implica la coppia possa essere anche eterosessuale, benché non ufficiale.

Il termine Yaoi è l'acronimo del giapponese YAmanashi, Ochinashi, Iminashi, corrispondente in modo pressoché equipollente alla tremenda sigla inglese PWP: Plot What Plot, ovvero una storia che non ha alcuna pretesa di senso o di trama, ma nasce con l'unico fine di creare una situazione di sesso intenso (ed a volte estremo. A mio avviso, insomma, una porcheria pseudopornografica). Il che vuol dire, insomma, che anche una storia etero può essere yaoi.

Chiarito dunque l'oggetto del nostro discorso, che NON è tanto il genere boy's love, quanto purtroppo lo yaoi in senso stretto, visto che si parla di fandom su serie NON omosessuali, vediamo di esaminare i principali problemi sollevati nel corso del dibattito e le conclusioni cui si è approdati. Il fatto io stia scrivendo questo articolo non importa affatto voglia imporre il mio filtro visivo od indottrinare qualcuno o portare acqua al mio mulino. Molto semplicemente sono un'amante del genere boy's love, lo conosco adeguatamente e colleziono doujinshi omoerotiche. Ne so, insomma, abbastanza per dare ordine al coacervo indistinto di brutture che infesta la nostra rete.

Può l'interesse per un genere tradursi nel più completo disinteresse per il fandom relativo? Senz'altro. Nel mio caso, paradossalmente, il fatto di amare e collezionare opere che hanno fatto in patria la storia del boy's love, (Kizuna, Gravitation, Zetsuai, Bronze, Shounen Zanzo, Tokyo Babylon, Combination ed altri titoli altrettanto celebri), non è stato né di aiuto né di apertura verso il mondo delle fanfictions cosidette yaoi. Probabilmente ciò discende dal fatto che l'unico genere non riesca a leggere sia proprio quello delle storie scritte male o lemon di bassa lega, in cui, ahimé, credo possa ascriversi il 90% della produzione italiana del filone. Per altro, mentre non ho incontrato grossi problemi nel rinvenire e leggere buone cose in rapporto a storie già nate con vocazione shounen-ai - non mi scandalizza una Fuma+Kamui, per il semplice fatto le allusioni di quest' ultimo al corpo del Salvatore, dopo la metamorfosi, siano anche sessuali - riguardo altre serie, con un margine di ambiguità di gran lunga ridotto, non posso che permanere in un atteggiamento di totale scetticismo, in virtù del fatto la delicatezza della materia richieda strumenti culturali e sensibilità che per certo non possono ontologicamente essere appannaggio di volenterose ed ingenue tredicenni.

Eppure, curiosamente, proprio queste ultime - o ragazze di poco più adulte - risultano essere le maggiori autrici e fruitrici del genere (alla fine degli anni novanta, per contro, le principali lettrici italiane di boy's love erano donne adulte, o comprese tra i venti ed i trent'anni), sviluppato, per altro, principalmente attorno ad un'opera che NON possiede alcuna ambiguità e, per altro, la stessa autrice ha esplicitamente dichiarato di voler mantenere estranea a certe brutture: Harry Potter. Per quanto possa apparire grottesco, nel corso di tale dibattito, viene offerta una spiegazione che nella sua stupidità è tuttavia emblematicamente rappresentativa dello stato culturale e cerebrale dell'attuale pubblico italiano. Si sostiene infatti:

E' vero che i due personaggi non sono gay in realtà, ma è anche vero che nelle fiction, l'autore o l'autrice cambia sempre a piacere la trama, la storia ed il carattere dei personaggi, per cui in questo caso diventano gay.

Ho evidenziato in grassetto la perla, perché nei fatti è il punto su cui verte il conseguente - ed esaustivo - commento di Lener.

"Se l'autore o l'autrice cambia a proprio piacere il carattere dei personaggi non scrive una fanfiction, ma una ciofeca da spazzatura.
Ed è oggettivo.

Lo yaoi che ha travolto il nostro panorama è tra le cause dell' abbrutimento terrificante della nostra narrativa amatoriale.
Io non ho MAI trovato una fanfiction yaoi decente, MAI!
E sapete perché?
Perché una fanfiction, yaoi o meno, decente RISPETTA il carattere originale dei personaggi, invece si sfornano pagine su personaggi che non sono pensati gay né ambigui dall'autore originale.
Una fanfiction yaoi ha senso se scritta su una storia che tratti amori shounen-ai o personaggi che si prestino ad una lettura oggettivamente ambigua (ad esempio lo Zarbon di Dragonball, il cui estetismo è un tratto voluto da Toriyama. Zarbon stesso si presenta come 'Un esteta ed amante della bellezza').
Soggetti da fanfictions yaoi sono Gravitation, Tokyio Babylon, RG Veda e via di seguito.
Di sicuro NON Vegeta, Goku, Goten, Aragorn, Legolas, Harry Potter, Draco Malfoy e tutti gli altri personaggi che si identificano come soddisfattissimi eterosessuali.
Eppure si scrivono yaoi SOLO su personaggi che omosessuali ed ambigui NON lo sono.
Per non parlare poi del fatto che al 99.999% questi yaoi non sono altro che squallide paginette NC17 riempite di oscenità e descrizioni anatomiche talmente assurde da essere semplicemente ridicole.
E per ridicolo, sia chiaro, intendo che non si ride CON l'autore. Si ride DELL'autore."

(L'idea per la quale una fanfiction sia uno stravolgimento della trama originale, ovviamente, è nei fatti una bestialità TUTTA italiana e SOLO italiana. Purtroppo e per fortuna. Purtroppo perché non mi glorio di appartenere ad un universo culturale di stupidi e per fortuna, perché da qualche parte c'è ancora la possibilità di leggere qualcosa di decente. Sino a prova contraria, nei fatti, il valore di una fanfiction si misura sull'aderenza alla traccia di partenza)

Altra perla, che tuttavia si lega in modo indissolubile alla pregressa, è questa (per altro, per quanto risibile essa sia, è pure quella che ha più sostenitori e rappresenta l'assunto e l'assurdo su cui poggia la produzione yaoi nostrana):

"Nei libri di HP, (tanto per fare un esempio) non viene mai specificato se Draco è etero oppure no. E' vero che è sempre assieme a Pansy, ma anche per il fatto che ci sono sempre i due cosiddetti "gorilla", fa pensare che lui non stia con questa ragazza. In particolare al ballo del ceppo, sembra che sia annoiato ed indisposto verso quest'ultima.
Oltre a questo, la scrittrice non ha MAI evidenziato nulla sulla sessualità del personaggio, perciò chi scrive fanfiction può liberamente interpretare il personaggio di Draco Malfoy come più gli aggrada, tenendo sempre presente le caratteristiche del suo carattere.

Esistono anche fanfiction yaoi, che sono scritte molto bene, e che non descrivono minuziosamente il rapporto fisico, ma molto spesso si soffermano su ciò che prova un determinato personaggio, sensazioni, emozioni, ... paure ecc...
Ci sono anche altre fiction che trattano argomenti "normali", ma che VERAMENTE abbruttiscono la narrativa amatoriale.
Soprattutto quando descrivono ogni minimo particolare di alcune scene, che già solamente ad immaginarle mettono la pelle d'oca, trovare poi la descrizione, è anche peggio... Mi riferisco, a quando un personaggio stupra, o ne violenta un altro.
".

Lener, con ammirevole controllo, replica:

"Per favore, stiamo parlando di Harry Potter, non de 'Il ritratto di Dorian Grey': non c'è proprio spazio per l'ambiguità.
Giustificare lo yaoi con 'Ma la Rowling non lo dice mai che Draco è etero!' non sta assolutamente in piedi (tanto più considerato il target dei romanzi, ovvero un pubblico infantile), considerando poi come la coppia che va per la maggiore non sia certamente Draco/Goyle, ma Draco/Harry (e della gagliarda eterosessualità di quest'ultimo direi non ci siano proprio dubbi), per cui non difendiamo l'indifendibile.
Il nocciolo della questione è il seguente: non siamo di fronte a delicate pagine di attenta analisi di un ego adolescenziale colto in una crisi di identità sessuale (e torna la mia domanda: Perché Harry Potter? Perché non Gravitation, Angel sanctuary, Lawful drugstore, Rg Veda e via di seguito?), ma ad una pressoché totale spazzatura dove i due maghetti si fanno cose per capire le quali servirebbe essere stati in una stanza decompresurizzata con elfi domestici travestiti da sub!

Quanto alle situazioni estreme, per me è importantissimo il contesto.
Considerato il contesto, tortura, stupro, morte ed altri elementi oscuri possono non solo essere giustificati, ma addirittura GIUSTIFICANTI di una situazione resa adulta e coerente.
Mi spiego meglio ponendo come esempi Dragonball ed Harry Potter (ovvero quelli che tendono ad essere le serie più popolari tra le fanfictions, o almeno che presentano un numero di pagine amatoriali tali da permettere una generalizzazione coerente).
Se nel descrivere il passato mercenario di Vegeta al soldo di Freezer, un'autrice parla di stupri, torture e via discorrendo, allora non mi sento affatto disturbata dalla pagina, ma al contrario plaudo alla resa realistica della situazione, perché quel che ha fatto è stata una ricostruzione storica: in guerra e saccheggi (fin dall'alba dei tempi) i soldati (soprattutto mercenari) si abbandonavo ad efferatezze e distruzioni ( per averne un'idea basta solo prendere come riferimento la manzoniana calata dei Lanzichenecchi).
Gli abusi e le violenze tra soldatacci mercenari erano all'ordine del giorno, al pari di una sessualità corrotta in un ambiente cortense quale quello di Freezer (un tiranno assoluto, sadico e spietato).
Tutto ciò approfondisce lo spessore del personaggio di Vegeta, attribuendo una giustificazione possibile e coerente al fatto che alla sua prima apparizione il principe dei saiyajins si presenti come un pazzo omicida.
Per fare due esempi pratici, è questa la resa del Red Dragon di Lisalu e della Rabbia degli Angeli di Pito-chan.
Una resa che certamente non è VERA (perché la verità appartiene solo all'autore originale), ma è VEROSIMILE con quanto mostrato in Dragonball.
Passando ad Harry Potter, prendiamo in analisi la setta dei Mangiamorte (o Deatheaters che dir si voglia).
Che siano resi come efferrati, deviati, corrotti, sanguinari e sadici, è qualcosa che mi sembra decisamente inscindibile dalla loro natura.
Bellatrix Lestrange ha torturato due tizi fino a condannarli alla demenza permamente.
Lucius Malfoy è uno che per conseguire i suoi scopi strumentalizza una bambina di undici anni.
Walden MacNair di professione fa il boia.
In più esistono altri elementi caratterizzanti: il fatto i Mangiamorte appartegano a famiglie purosangue tutte imparentate tra loro (e quindi una certa fragilità mentale potrebbe avere giustificazioni anche genetiche), la suggestione fortemente 'mistica' (quasi da messa nera e sacrifici arcani) che li accompagna (la figura di Voldemort che pare un dio del male, il marchio nero che li sfregia, le maschere d'argento sul volto, le vesti nere incappucciate) ed, infine, l'atmosfera vittoriana e decadente dell'alta aristocrazia magica londinese.
Il fatto che l'ambiente dei Mangiamorte sia reso dissoluto e perverso ha, incontestabilmente, delle proprie giustificazioni che lo rendono verosimile.
Ma certo anche lì, la sequenza violenta ed oscura non deve essere fine a sé stessa, ma inserirsi all'interno di una trama più articolata... insomma: deve avere un suo senso, essere causa di qualcosa, non fine.
Personalmente ho trattato le gesta dei Mangiamorte soprattutto in una mia oneshot, 'Oscure gocce di sangue'. Ho descritto una Bellatrix che prima incanta e poi sgozza un auror, con Rodolphus che osserva la scena nell'ombra e poi si unisce carnalmente alla sua sposa a due passi dal cadavere. Una sequenza sgradevole, indubbiamente, ma che ho voluto descrivere per rendere la pazzia insita nei Lestrange, il trarre deviatamente piacere dalla violenza e l'omicidio.

Riguardo invece il 'rendere gratuitamente maniaco uno o più personaggi', ebbene per me non c'è nulla di più squallido! Di solito si tratta sempre di oscene NC17 con accoppiate improponibili (etero o yaoi che siano), che di nuovo in comune con l'originale mantengono a mala pena i nomi.
Si torna, quindi, a quanto già avevo espresso nel precedente post: profondo traviamento dei personaggi orginali e, di conseguenza, spazzatura.
"

Il genere shounen-ai (lo Yaoi, proprio per il significato del termine, che molti usano a sproposito, è pornografia. E vorrei sapere chi sarebbe orgoglioso di dire in giro 'Sì, amo le porcate gay'. Io no), come tale, non merita di essere demonizzato. Può anzi suggerire opere di intenso e forte approfondimento psicologico. Ma per ottenere tale risultato, credo, l'autore DEBBA operare nell' ambito di serie i cui personaggi SIANO omosessuali o intrattengano una relazione fortemente ambigua (mi viene in mente Yami no Matsuei, ad esempio. Ma lo stesso Grifis prova verso Gatsu sentimenti di natura difficilmente classificabile), perché solo così potranno giustificare un lavoro di ricerca introspettiva. Quello che mi lascia sconcertata (e parlo da collezionista di shounen-ai) è che tali opere si concentrino, invece, SOLO su coppie partorite da orrendi OOC o A/U di quarta categoria (avessi trovato una bella pagina su Earthian, o Kizuna, o Bronze o Zetsuai!). Ai miei tempi, l'autore di un romanzo si sentiva in dovere di segnalare se un personaggio era omosessuale, per il semplice fatto che la NORMALITA' relazionale era fatta di coppie etero. Ora il ragionamento sopra esposto - ragionamento che trova purtroppo un largo se non larghissimo seguito - mi porta a credere che si debba dare per certo TUTTE le coppie siano omosessuali, ergo, se l'autore non cita 'ATTENZIONE! Tizio e Caio sono eterosessuali', sicuramente si potrà gettonare l'ipotesi Tizio e Caio siano gay. Francamente mi pare una mostruosa castroneria. A maggior ragione nel contesto di un libro per bambini (quale E' Harry Potter. Se poi è l'unico libro uno abbia letto, mi dolgo per la sua povertà culturale. Ma sicuramente è una graziosa favoletta senza infamia e senza lode, buona alle elementari o poco più), i cui protagonisti vivono lo sbocciare dell' adolescenza, stagione in cui è assai difficile scelte di campo tanto nette vengano vissute persino con entusiastico orgoglio.

Sulle ragioni che possono indurre a descrivere come omosessuale una relazione che non nasce con simile crisma, Maki e poi Fae argomentano:

"Di preciso non so perché si "stravolga" un personaggio rendendolo omosessuale, ma so che per alcune persone, me compresa, è normale vederlo così.
Ovviamente non mi capita per tutti, solo per alcuni che devono avere determinate caratteristiche (di sicuro non vado a toccare i personaggi di DB o di Berserk). Come detto altrove, non ritengo le fanfiction dei sogni, ma credo siano lo specchio della fantasia, a un determinato livello. A me piace la coppia Matsuyama/Hyuga? Scriverò di conseguenza, o cercherò storie che li dipingano assieme [...]. Il meccanismo di partenza è lo stesso di tutte le fic, cioè si vuole vedere il personaggio che ami in un contesto nel quale vuoi vederlo muovere. Oppure, come nel mio caso, è un puro esercizio di stile, o il test delle proprie capacità
"

"Nota bene, il personaggio che AMI. Ecco perchè quello, e non un altro. Io credo che a volte non si pensi 'voglio scrivere dello slash, allora lo scrivo su Harry e Draco'. Ma 'mi piacciono Harry e Draco, come sarebbero come coppia slash?'. Nemmeno io riesco a capire come possa nascere quel desiderio. Ma nasce :).
A volte le fanwriter sono prima FAN, poi writer. Cosa che spesso ha i suoi risvolti negativi ('amo Tizio e Caio quindi l'importante è scrivere su di loro, e anche se non so nemmeno coniugare i verbi chissenefrega'), ma non sempre ('amo Tizio e Caio e quindi mi impegno a scrivere bene su di loro, non mi metto a scriverne solo perché va di moda SCRIVERE, ma perché mi piacciono come personaggi')
"

Sia Lener che la sottoscritta si sono perfettamente specchiate nella replica di Rei, che come fan scrive invece:

"Questo mi sembra già un motivo valido che può portare una persona a scrivere una ff yaoi, migliore di quello che sembra essere il 99% del filone, ovvero prendere due personaggi e metterli insieme perché sono "fighi", ma sinceramente non lo condivido. Se mi piacciono Harry e Draco, a maggior ragione desidererò scrivere dei VERI Harry e Draco, ovvero due adolescenti di cui l'autrice ha mostrato senza il benché minimo dubbio l'eterosessualità. Metterli insieme mi pare solo una forzatura, che travalica la legittima libertà di invenzione dell'autrice... ovvio che chiunque scriva ff sia prima un fan, allora perché vedere cose che non esistono? Non stiamo parlando di personaggi ambigui, in nessun modo, soprattutto considerando che la Rowling non è certo la regina delle sfumature, anzi! I suoi personaggi (anche se nel 6° libro qualcosa si è mosso) sono l'apoteosi del bianco e nero! Questo discorso lo estendo a molte altre opere... certo, se qualcuno scrive una ff vestendo Grifis di un'attrazione ambigua verso Gatsu (parlo di Berserk) non potrei mai criticarlo, ma lo farei se facesse lo stesso per il Guerriero Nero, che mi sembra non avere lati dubbi in proposito!
Soprattutto, una cosa che non capirò mai è la SANTIFICAZIONE che dalle appassionate autrici di ff yaoi viene fatta dell'amore omosessuale (arrivando a negare perfino l'esistenza di coppie canon, come è successo quando la Rowling ha messo insieme Lupin e Tonks, aizzando un'orda di fan Remus/Sirius imbufalite^^), come se la sua natura lo rendesse per forza più eccitante, puro e degno di quello "normale". Dal mio punto di vista non lo è, l'amore è amore in qualunque forma, sono esattamente sullo stesso piano, e il significato di questa ossessione mi sfugge da sempre. Se Harry ci viene presentato come un adolescente palesemente attirato dall'altro sesso, che male c'è? Sarà meno interessante per questo?
"

Il principio della santificazione del legame omosessuale è una delle note caratteristiche della proliferazione del genere. Viene spontaneo effettivamente domandarsi da dove tragga sostentamento, se è legittimo supporre il 99,9999% delle scriventi non abbia mai parlato con un gay. Presumibilmente, anzi, la risposta risiede proprio in questo: il NON conoscere ciò di cui si parla. Fermo restando il boy's love abbia le sue costanti di genere nella qualificazione dei personaggi, è però vero tali costanti non possano tradursi in milioni di pagine TUTTE uguali. Nella mia esperienza di ficwriter ho affrontato diverse volte il problema, ma MAI nella stessa accezione. Non mi riferisco solo alla scabrosità di Prometheus, dove non tanto viene in conto l'orientamento sessuale degli agenti, quanto la percezione del sesso come strumento di conquista, prevaricazione, affermazione in un sostrato sociale di completo degrado, quanto ai personaggi di Nadir e Leon ne "La Rabbia degli Angeli" prima e poi nella veste parodica di "Riders in the sky" (che potete leggere anche qui, in un adattamento). Personaggi che sono nell'una creature definite in virilità contrapposte, nell'altra, un poveretto confuso ed una checca isterica. Ma potrei citare anche Nemesis, uno dei personaggi usciti dalla mia penna che più ha intrigato i lettori. Nemesis viene presentato come una creatura vistosamente transgender, mi verrebbe da dire: un personaggio, cioè, in cui l'aspetto contraddice palesemente il genere. Un essere bellissimo ma intimamente corrotto e crudele, che vincola il 'fratello' entro una relazione dai palesi connotati sessuali, pur nella reiterata affermazione della virilità di entrambi. Ho tentato di creare, cioè, situazioni di equilibrio precario, ma sempre decisamente variegato. Mai storie scontate, mai caricature (se non nella parodia volutamente intesa come tale. Parodia in cui, non a caso, Nemesis va in giro in minigonna e calze leopardate). Nella norma del fandom, nei fatti, ciò non accade: nel 90% dei casi abbiamo un seme-dominatore ed un uke-geisha, a prescindere dalla realtà originaria (e converrete con me Piton-geisha faccia IMPRESSIONE, almeno quanto Kaoru Niikura violentato da Die!). Ma l'elemento davvero inquietante è, come sottolinea ancora Lener, dato dai numeri: "Non intendo assolutamente mettere sotto processo lo yaoi, che è sempre esistito nel panorama fanfictions, ma la totale preponderanza che ha acquisito. Su 100 storie dedicate ad Harry Potter (continuo a citare HP perché ritengo sia l'esempio migliore di fandom al riguardo, per la sua diffusione e per la totale mancanza di monitoraggio che ha avuto) un buon 75% sono yaoi. E di questo 75%, solo il 2% (e di sicuro sono generosa!) sono storie leggibili (dove, cioè, non è indispensabile un manuale di anatomia alla mano per capire che cavolo stia succedendo tra due ragazzetti). Io davanti ad una realtà simile, quanto meno, rimango un po' perplessa"

Parlare di slash e yaoi spesso, per altro, equivale a parlare di fumo, visto e considerato che anche le fanfictions eterosessuali sono slash e yaoi. Molto semplicemente si tratta delle sigle con cui il fandom straniero descrive le storie di letto, siano esse etero od omo. Se dunque dico 'non mi piace lo yaoi - e non mi piace, nei fatti, lo yaoi -' intendo dire che non mi piace un tipo di narrazione in cui si abbia una concezione troppo esplicita o strumentale del sesso. Etero od omo che sia. Se si parte da questo presupposto nominalistico, per altro, crolla uno dei baluardi della cultura slasher, ovvero il 'Sapeste in America quante ce ne sono!'. Senz'altro. Ma in America, per fare un esempio, lo slash (ovvero il pairing) Harry/Hermione sotterra quello Harry/Draco 90 a 30, più o meno. In Italia abbiamo, probabilmente, cifre invertite. Dico 'probabilmente' perché non mi reputo una fanatica di Harry Potter al punto di fustigarmi con il suo - pessimo - fandom. Per tornare però al nocciolo della questione, quel che vorrei dire è che l'opinione espressa da Lener, ovvero che per scrivere una fanfiction gay - mettiamo - su Harry Potter occorra necessariamente brutalizzare la storia, non mi pare per niente estrema e soggettiva. La trovo talmente oggettiva e lapalissiana che assurdo è porsi piuttosto in modo antinomico ad essa. Per quale motivo? Semplicemente perché la prima voce del decalogo del buon autore di fanfictions dovrebbe essere, prima di tutto, FEDELTA' AI CARATTERI, indifferentemente dal contesto in cui li si lascia agire (e qui Rei dice davvero una sacrosanta verità). Ora: se questo è vero, come si può trasformare una storia che NON ha la benché minima ambiguità in seno ad un rapporto in una storia TOTALMENTE ambigua, senza mandare gravemente OOC almeno uno dei due termini? Esistono storie, ammetto, in cui la carta dell'ambiguità si può giocare eccome, ed il fenomeno delle doujinshi lo mostra molto bene. Le doujinshi shounen-ai che possiedo vertono tutte su un pairing molto gettonato ed incredibilmente comune. Per quanto possa suonare raccapricciante per i fans di Dragon Ball si tratta di Vegeta e Gokuh (ovvero due maschioni a 0 rischio omosessualità). Perché proprio loro? Perché, in effetti, il rapporto che questi due personaggi imbastiscono, fatto di rabbiosa rivalità, amicizia assoluta e fanatica dipendenza si presta molto bene ad essere letto in chiave gay senza distruggere la personalità di NESSUNO dei DUE. Vegeta non diventa cioè una verginella né Gokuh un pazzo stupratore. M i loro ruoli vengono comunque definiti nel pieno rispetto di quella che, nei fatti, è la soggiacenza psicologica del Principe dei saiyajin alla Terza classe. Un discorso analogo si può fare nell'ambito di Shin Seiki Evangelion per il rapporto tra Shinji Ikari e Kaworu Nagisa. Anche lì c'è un ampio margine d'ambiguità, che può esser tradotto in qualcosa che rilegge ma non snatura. Ora: Harry Potter nasce per un pubblico infantile e la Rowling, molto saggiamente, scrive in bianco e nero. Non c'è nessun contatto ambiguo tra i personaggi: nessun rapporto che le fanwriters possano prendere a pretesto, a meno di non fare quel che fanno. Ovvero istituzionalizzare l'OOC. Ma, mi spiace, una fanwriter che ha un ottimo stile, una trama brillante ed una perfetta padronanza della lingua, che tuttavia debba ricorrere all'OOC per far tenere l'insieme, non è comunque ai miei occhi una brava ficwriter, poiché non ha reso alcun servizio alla storia ed al suo pubblico. Al più ha lusingato la sua vanità.

Incredibilmente esaustivo e molto interessante - nonché condito dalla sua solita ironia al vetriolo - è uno degli interventi con cui Maki conduce all'esaurimento del dibattito - esaurimento legato, fondamentalmente, all'esplorazione completa delle obiezioni accettabili in merito:

"La slasher scrive un qualcosa di certamente definibile, nel 99,9% delle volte come OOC. Perché? Semplice: il 99,9% degli scrittori di fanfic NON sa scrivere dei personaggi originali. Cioè non è un discorso limitabile a una tipologia, ma un po' a tutti.
Sfido a darmi torto.
Come mai una slasher scrive di Draco e Harry?
Non ne ho la benché minima idea: nei libri puoi far andare la fantasia come ti pare, ma non c'è traccia di una seppur vaga ipotesi di relazione fra i due.
Ma Harry Potter è una serie particolare, secondo me: ha una coppia principale ben definita, ben visibile al lettore, cioè Ron e Hermione. Perché dico che Ron e Hermione sono il canon? Da come si muovono, da ciò che dice l'autrice, dalla loro interazione.
Poi c'e' la possibilità della coppia furetto/carlino, cioè Draco Pansy, almeno nel leggere il sesto libro.

Per me una Draco Harry non è più U o più OOC di una, mettiamo, Ginny-Draco o Hermione-Draco. Diciamoci la verità, hanno la stessa probabilità d'essere, e le scuse per metterli insieme sono tutte estremamente campate in aria. Le storie in cui è presente Draco in uno dei precedenti pairing, oltretutto, presentano uno stupro del personaggio creato dalla JKR.
Diciamoci la verità: in HP ci sono dei personaggi decisamente in bianco e nero, mentre i grigi sono ben pochi.
Uno di cui adorerei leggere in chiave slash-o sarebbe Severus: innanzitutto è un personaggio molto grigio, che uno non sa come classificare, uno così grigio che al suo confronto la mia visione della vita risulta a colori sgargianti. Non sappiamo se è buono, se s'è cattivo; sappiamo solo che [ODDIO stavo partendo con degli spoiler OR RI DI] dicevo, sappiamo solo che è un insegnante di pozioni coi capelli unti, che fa paura, che è una spia, che non ha un bel passato alle spalle, che la sua infanzia tanto felice non è stata, che *deve* aver avuto delle motivazioni per il suo essere spia, per tradire una o entrambe le parti.
Proseguiamo nella mia lettura del personaggio in chiave slash-omo.
Innanzitutto, durante l'adolescenza ha subito ripetutamente le angherie dei grifondoro [non li chiamo grifoni che da me sono i rubinetti. Sinceramente, una cosa che detesto è leggere dei "grifoni" non riesco a fare a meno di pensare alla rubinetteria, e non è molto pratico.]; perché i marauders se la prendevano *sempre* con lui?
Per me ci sono due possibilità: era il soggetto, oppure gli altri avevano notato "qualcosa di diverso" in lui. Ora, non mi pare molto più soggetto di [soggetto: quello su cui si riversano gli odi e le angherie di una classe, il povero sfigato della classe] dicevo, di Peter. Quindi per me rimane la diversità.
Oltretutto: ma nessuno ha notato che è uno dei pochissimi DE senza moglie? Sono tutti accasati e con figli, tranne lui.
Perché?
Io il mio perché me lo sono fatto, e di sicuro non è perché è la povera anima tormentata e tragicamente travolta dal destino, visto che quello è il ruolo di Harry.
Queste sono le mie motivazioni di un Severus Snape in chiave gay. Oppure andando avanti si scoprirà che lui in realtà è una donna.
Ovviamente ora stavo scherzando, non ce la faccio a non fare almeno una battuta idiota, scusatemi.

La parte tragica del mi vedere Severus gay è che in quel libro non ci sta un'anima disposta a pigliarselo, o a cui affidarlo, visto che escludo a priori quei tremendi pairing che includono Harry o Draco. Magari lo stempiatone platinato, MA qui mi rifiuto perché partirebbe il filone dell'amore tradito e blablabla (ovviamente sarebbe Lucius che maltratta e cornifica Severus...). Per non parlare di Remus o Sirius, sinceramente disgustosi (non i personaggi, ma gli accoppiamenti).

Passiamo a Remus e Sirius.
No way, altro pairing dei poveri: messi insieme perché Peter è un traditore, e perché James sta con Lily. Alla faccia delle motivazioni... Diciamocelo, li accoppiano solo perché un lupo mannaro è così fascinosamente gotico, mentre l'altro ha dalla sua una Tragedia Incommensurabile.
Evidenze nei libri: nessuna. A parte il "si conoscono" ma questo tendo a non contarlo.

Il problema fondamentale, per me, è il diffondersi della moda della bisessualità internettara, unita a quella degli scrittori di fanfic e della fama della saga stessa.
Uno: la bisessualità internettara. Trattasi di devianza che affligge un gran numero di ragazzine che, solo perché sono alternative e finto open-minded debbono assolutamente e imprescindibilmente dichiararsi BI e battersi perché i gay siano degli dei scesi in terra.
Non sto forzando il problema, purtroppo, e poi vi spiegherò perché è un problema correlato alle fanfic.
Innanzitutto la signorina B.I. (bisex internettara) è assolutamente e assurdamente convinta che l'amore omo sia "l'amore superiore", e che due uomini (qui si raggiungono vette di genialità inenarrabili, non si sa come, sono sempre due maschi) fanno del sano e godurioso sesso NON perché amano fare sesso assieme, NO: lo fanno perché hanno visto nelle loro anime, i loro cuori hanno battuto all'unisono e si completano vicendevolmente con un unico sguardo. Fanno sesso perché le loro anime si sono trovate, non perché i loro ormoni hanno iniziato a fare la Hola! Per usare le parole di una mia amica: "come no, io di Angelina Jolie guardo l'anima, mica le tette...".
Ammettetelo: se avete letto una fanfic slash, o anche il solito fumettazzo nipponico shojino shojetto avete trovato questo cliché da un miliardo di dollari. C'è, inutile negarlo.
Maledetta Minami Ozaki che ha sparso il virus sul pianeta terra!
Dicevo, BI è convinta di queste cosine.
Poi legge Harry Potter.
Poi magari non si sa come è entrata in contatto con il mondo delle fanfiction, probabilmente cercando materiale sul maghetto.
Ed è fatta.
La produzione di fanfiction scadenti e slash improbabili è aumentata, per non parlare delle "storie" skrtt sltnd l mggr prt d krttr sprttt l vcl e mttnd l k l pst dll c. (scritte saltando la maggior parte dei caratteri soprattutto le vocali e mettendo le cappa al posto delle c), e i loro fantastici commentini da amiKettina ciccina pirulina cara cara caruccia che le loro storie sono COSI' fantasticamente belle e i loro Dracucci-pucci COOOOOOOOOOOOOOOOOOOOSIIIIIIIIIIIII teneri!
Scusate, mi sono lasciata trascinare dallo schifo *blaerg*

Se uno si sofferma a guardare la scena slash, se ci bazzica felicemente, noterà che l'età media delle scrittrici è 16 anni scarsi. Poi ci sono ragazze un po' più grandicelle, ma le slasher della prima ora sono pochissime, rarissime e inserite in determinati contesti. E soprattutto, molto spesso sono disgustate dal marasma circostante.
Non è per, ma se volete un'idea del travaglio interiore di una lettrice di slash di Harry Potter, andate a dare uno sguardo nel forum di EFP, sezione "comitato": quante fic ha proposto finora Galadwen? E quante ce ne sono nella rispettiva sezione dell'archivio? E magari sono state segnalate perché sono le meno peggio in quel *censura*


Per quanto riguarda lo slash di altre serie, si parla di un processo simile, basti guardare l'aumento esponenziale di fic slash su ISDA dopo il primo film. Malefico Orlando Bloom, tutta colpa sua, ne sono certa! E guardate bene il fenomento: sono al 99% delle slash (omo ed etero) LegolasQualcheduno, e Legolas è il belloccio adolescenziale, opposto a ChiappeD'Oro Boromir e Capello Unto ma Fascinoso Aragorn, i favoriti di quelle più grandette.
Si parla nella gran parte dei casi di fenomeni adolescenziali, ristretto a una fascia d'età di circa 3 o 4 anni. Quelle che si discostano dal prototipo sono ben poche.
Attore/personaggio belloccio + ormone in subbuglio + tendenza a volersi mettere in mostra + patetismo BI = fanfic slash media.
Comunque non sono le adolescenti ad aver inventato le posizioni abnormi: prendete in mano un'opera della cara e succitata Minami Ozaki, un mito di donna che ha fatto un botto di soldi pigliando la gente per i fondelli, e vedrete! AH! Dita di sei metri che arrivano ancora un po' alla bocca passando per il didietro, schiene e bacini snodabili di cui sono gelosi i tipi del circo!
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Lener rileva infatti, citando "Per me una Draco Harry non è più AU o più OOC di una, mettiamo, Ginny-Draco o Hermione-Draco. Diciamoci la verità, hanno la stessa probabilità d'essere, e le scuse per metterli insieme sono tutte estremamente campate in aria. Le storie in cui è presente Draco in uno dei precedenti pairing, oltretutto, presentano uno stupro del personaggio creato dalla JKR", "E' un'osservazione dalla portata di una bomba atomica ed è drammaticamente VERA. V-E-R-A. Il Draco che viene descritto innamorato di Hermione o Ginny non è mai il Draco Malfoy della Rowling! MAI! Viene puntualmente trasformato in un ORRIDO OOC dove diventa un adolescente fascinossimo, bello e dannato, problematico, sensibilissimo e dal gelido carattere d'acciaio (che sta al Malfoy jr original come Brad Pitt ad Alvaro Vitali). Ed a questo per altro si lega a doppia mandata il traviamento di tutti gli altri personaggi correlati al giovane Malfoy e Grifondoro di turno, che ha istituzionalizzato il Ron-deficiente, il Lucius-padre mostro, la Pansy-sgualdrina folle, la Narcissa-madre glaciale, l'Harry-storditissimo. Questo punto davvero meriterebbe una discussione a sé"

Considerando le vedute mie e di Maki si equivalgano praticamente in toto sul punto, il mio intervento è ora meramente incidentale: lo limiterò ai punti su cui dissento. Anch'io ho letto Minami Ozaki - meglio: ho AMATO Minami Ozaki - e non me ne vergogno affatto. Izumi e Koji sono eccessivi, grotteschi a tratti, ma sono anche molto intensi. Hanno un vissuto ed hanno dei fantasmi. E neppure un amore semplice. Perché Koji ha bisogno di Izumi. Izumi, a ben vedere, sogna piuttosto di far l'amore con il fantasma di un padre perduto presto e perduto tragicamente. Ma senza scendere nel dettaglio di un'opera che, per come è concepita, o si ama o si odia, quello che voglio dire è che Zetsuai 1989 E' UNO SHOUNEN-AI. Bronze è uno shounen-ai. Kizuna va oltre e Recipe non ne parliamo proprio. Ergo per me non ha senso dire che un'autrice è 'colpevole' di aver portato nel mondo internettiano una omo-perversione. Anche perché, a dirla tutta, io ho letto Zetsuai nel 2001, insieme ad un mucchio di altra gente. E non c'era in giro tutta questa porcheria. Né la sottoscritta si è messa a scrivere forsennatamente slash perché aveva avuto tra le mani quei 5, infamanti volumi. Il punto è un altro: e lo slash c'entra pochissimo. Il punto focale è quello che ha citato all'inizio. Il 99,9% degli attuali autori di fanfictions non sa quello che fa. E NON è un fanwriter. PUNTO. Un'amante dello yaoi può BENISSIMO scrivere su X-1999 o il suo prequel. Può usare il repertorio di vaccate costruito dalle Clamp per qualunque target. Può dirottarsi persino sulla più grossa venditrice di fumo dei nostri giorni (Kaori Yuki). NON ha ontologicamente il bisogno di distruggere ALTRE STORIE. Il vero fanwriter PRETENDE di scrivere dei personaggi che ama come sono stati concepiti. Se non lo fa, ha perso la scommessa e non c'è alibi che tenga. Perché il canon è stato sovvertito? Posso portare un esempio che nasce dalla mia esperienza non di autrice, ma di webmistress. Ed è un esempio ATROCE. Il sito di Lener ed il mio hanno attivato il blocco degli A/U di Dragon Ball, perché quando gli autori si sono stancati di finire in gogna per il fatto facessero collages di frasi mie, hanno pensato bene di far passare per fesse le webmistress COPIANDO la storia di altri manga, appiccicandoci l'etichetta A/U ed i nomi di un'altra serie. Non erano ovviamente A/U ma la prova sistematica, pur di dire di avere scritto, certa gente fosse disposta a vendersi il frutto della fantasia altrui, in totale assenza della propria. Ebbene: lo slash ed in generale quell'immonda ciofeca del fandom di Harry Potter altro non è che QUESTO! A nessuno frega un emerito nulla dei maghetti e di Hogwarts. Pochissimi usano persino un lessico Hogwartiano: dietro Harry, Ron e Draco ed Hermione e Pansy ritrovi come niente l'ultima vaccata della Star Comics o Planet Manga o chi per loro. Ed allora Harry e Draco si scambiano le effusioni di "Che carino", Pansy si taglia come la deficiente di "Life" e via dicendo. E siccome il pubblico, mi spiace dirlo, NON legge e NON SA - cosa ancora più grave - LEGGERE, si beve il tutto e fa pure l'applauso. Questa è la realtà del mondo delle fanfictions e QUESTI sono i risultati. Non ero scesa nel merito dei pairings non canon ma etero, perché non volevo fare quella che punta il dito. Ma è chiaro che per me è spazzatura pure quella. E quando vedo che una storia IC viene snobbata, perché 'E' MEGLIO UN DRACO FIGO', l'unica cosa che mi viene da dire è 'Allora compratevi un altro libro e che sia più vicino alle vostre capacità di comprensione della lettura'. Perché Draco figo non è Harry Potter e chi così lo dipinge usa materiale altrui per farsi il proprio film. A quel punto, allora, è più onesto scrivere un racconto originale. Ma, caso emblematico, si può leggere un originale e trovarvi dentro la trama trita e ritrita di un manga... Ed allora? Allora vuol dire che a dare gli zuccherini ai somari, abbiamo trasformato la rete in un'allegra fattoria in cui tutti si sentono Furia, pure se schiantano al secondo ostacolo.

In chiusa, una precisazione doverosa: nel parlare di una strana proliferazione slash vanno ovviamente tenuti fuori i siti tematici, che per esplicita vocazione promuovono un genere (tale è lo shouen-ai, se non fosse pesantemente imbastardito da porcate di dubbia natura). Quello che dovrebbe lasciare davvero perplessi è il fatto non si possa fare a meno di scrivere shounen-ai su storie che NON lo sono. Meglio: che tutto hanno tranne il sapore dell' ambiguità. Diciamo la verità: i protagonisti di Capitan Tsubasa erano degli esaltati, ma nello spogliatoio si menavano o discutevano dell'ennesima, definitiva tattica per vincere i mondiali 4035, non si davano a docce poco convenzionali. Esattamente come Toriyama ha posto in gioco scimmioni ch'erano uno stereotipo quasi macchiettistico della virilità (tant'è che quando ha messo in campo un gay, ovvero il mai ricordato Blue, ne ha fatto una checca isterica quasi con freccia evidenziata in testa 'Sono OMO e me ne vanto'). Qui non si tratta più di dire 'Mi piace/non mi piace', ma di ragionare su ciò che è consentito.


posted by satsuki alle 19:30 in 02 pillole di fandom
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